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| 02 ott 2018 | 18:36

Il Not prova a ripartire dal primo bando e dal project financing, la Provincia avvia l'iter

Una vicenda iniziata nel 2011, quando la Provincia commette un errore e i ricorsi bloccano tutto. L'amministrazione cancella il bando per redigere un secondo piano, ma il Consiglio di Stato aveva bocciato tutto: "Dovete ripartire dal primo bando". Oggi riprende l'iter per il nuovo ospedale di Trento

Il Not prova a ripartire dal primo bando e dal project financing, la Provincia avvia l'iter

TRENTO. Riprende l'iter per realizzare il nuovo ospedale di Trento. Il direttore generale del Dipartimento infrastrutture e mobilità della Provincia ha firmato la documentazione per riprendere il discorso. Tutto in ottemperanza a quanto disposto dalla sentenza del Consiglio di Stato, tradotto si riparte dal primo bando.

 

La vicenda nel Not è nota e la querelle inizia nel 2011 per un errore compiuto proprio dalla Provincia: il più grande appalto della storia del Trentino (il Not valeva 1,7 miliardi di euro tra realizzazione dell'opera e gestione dei servizi il tutto strutturato secondo il modello del project financing) saltò perché due membri, l'ex dirigente del dipartimento salute Livia Ferrario e l'ex direttore dell'azienda sanitaria Luciano Flor, della commissione aggiudicatrice dell'opera erano stati inseriti anche tra coloro che avevano redatto il bando, violando così l'articolo 84 comma 4 del Codice degli appalti.                              

 

L'appalto venne affidato ad un prima cordata, ma partirono subito i ricorsi al Tar da parte dei soggetti sconfitti. Il Consiglio di Stato nella sentenza del 2014 decide di riammettere tutte le cordate alla gara specificando che “la Provincia può procedere alla rinnovazione della gara a partire dalla fase di presentazione delle offerte".

 

Dopo due anni, siamo nel 2016, la Provincia decide di revocare il primo bando e di pubblicarne uno nuovo con un'impostazione completamente diversa. Salta il project financing perché viene a quel punto ritenuto troppo costoso e si decide la via tradizionale, quella che prevede l'affidamento per la costruzione e la gestione in capo alla Provincia. 

 

Una fuga in avanti abbastanza azzardata, l'amministrazione decide di redigere un nuovo bando, quando il primo è ancora contestato tra ricorsi e pronunciamenti. Infatti arriva l'ennesimo colpo di scena: il Consiglio di Stato, in merito a un appello promosso da RTI CMB sc, una realtà dei quattro raggruppamenti di Imprese partecipanti alla gara originaria, ha annullato la revoca del primo bando.

 

La sentenza del Tar di Trento, che avrebbe dato il via libera alla Provincia per proseguire nel nuovo iter, viene quindi ribaltata e la revoca della prima gara viene annullata. La buona notizia è che non vengono accolte, invece, le richieste risarcitorie delle aziende e le spese di giudizio vengono integralmente compensate.

 

Nel frattempo l'amministrazione avvia i ragionamenti per riprendere l'iter. Un percorso che vede tra gli interlocutori anche Cassa del TrentinoCassa depositi e prestiti e la Banca europea per arrivare al protocollo d'intesa per individuare contenuti, modalità e tempi per approfondire una materia complessa e il nuovo quadro normativo per riannodare la vicenda Not intorno al primo bando e il project financing.

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