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Itas, parte ufficialmente il processo dell'anno. Più di 80 i testimoni, molti della Trento bene

L'obiettivo, per il collegio di giudici presieduto da Giuseppe Serao, è di arrivare a chiudere il dibattimento entro il mese di luglio. Si inizierà il 7 giugno con l'escussione dei testi dell'accusa poi si andrà al 14 giugno con Alessandra Gnesetti, per proseguire con i rimanenti testimoni il 26 luglio

Di db - 12 aprile 2018 - 19:08

TRENTO. Il processo Itas si è aperto formalmente oggi, con la prima udienza che è servita esclusivamente per l'ammissione delle prove e per la calendarizzazione delle prossime udienze. L'obiettivo, per il collegio di giudici presieduto da Giuseppe Serao, è di arrivare a chiudere il dibattimento entro il mese di luglio.

 

Gli imputati, oggi assenti, sono Ermanno Grassi, ex direttore generale di Itas, Paolo Gatti, ex dirigente e procuratore speciale di Itas Patrimonio, il titolare della Target sas Roberto GiulianiGabriele Trevisan, rappresentante della Point Rent Car, e Alessandra Gnesetti, ex responsabile gadget dell'Itas e grande accusatrice.

 

Quest'ultima è nel processo anche nella veste di parte lesa, l'accusa di calunnia nei confronti di Grassi. Sarà quindi sentita come testimone, e una delle udienze in calendario sarà forse dedicata totalmente alla sua deposizione. Si inizierà il 7 giugno con l'escussione dei testi dell'accusa poi si andrà al 14 giugno con Alessandra Gnesetti, per proseguire con i rimanenti testimoni il 26 luglio.

 

Testimoni che sono più di 80. Nel dettaglio, sono 25 quelli della Procura della Repubblica mentre in restati sono divisi tra le parti civili e, la parte più cospicua, le difese. Tra i nomi compaiono figure estremamente importanti: oltre ad Alessandra Gnesetti, nella lista testi anche l'ex presidente di Itas Giuseppe Di Benedetto, il vice Giuseppe Consoli e alcuni commercianti trentini.

 

Dieci capi d'accusa tra cui calunniatruffafalso, appropriazione indebita ed estorsione. Estorsione che, stando agli inquirenti, avrebbe riguardato proprio il presidente Di Benedetto: l'ex direttore generale avrebbe, infatti, incaricato un investigatore privato di pedinare il numero uno di Itas al fine di ricattarlo su questioni personali (Qui articolo).

 

Si è ufficialmente aperto quindi il processo dell'anno, con un dibattimento che impegnerà tutta l'estate per andare quasi sicuramente al prossimo autunno con le conclusioni. Nell'aula, davanti al collegio, erano assiepati numerosi avvocati, e lo spazio dedicato al pubblico era occupato, oltre che dalla stampa, anche da studenti di giurisprudenza interessati allo svolgimento processuale.

 

Il processo andrà a fondo di tutte le questioni, facendo emergere tutti gli eccessi e le 'storture' della passata amministrazione della società mutualistica trentina. Gli ottanta testimoni che sfileranno uno dopo l'altro nelle tre sedute già fissate racconteranno i rapporti personali, economici e di affari, anche quelli illegali e impropri, di tutti i protagonisti di questa vicenda.

 

 

 

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