Contenuto sponsorizzato

Linea del Brennero, nel 2017 la Polfer ha rintracciato 2.894 stranieri oltre 3 mila treni scortati

In generale nel corso del 2017 la Polfer ha svolto la propria attività di controllo all’interno delle stazioni e sui treni per garantire la sicurezza dei viaggiatori, attraverso la prevenzione e il contrasto di attività illecite, fenomeni delittuosi e degrado presenti in ambito ferroviario

Pubblicato il - 04 gennaio 2018 - 20:47

TRENTO. "Il bilancio dell'attività svolta nel 2017 - spiega la polizia ferroviaria di Trento - ha permesso di rintracciare complessivamente 2.894 stranieri in posizione irregolare e di scortare 3.386 treni sulla tratta Trento - Brennero". Questo il bilancio della Questura del capoluogo impegnata nel corso dell'anno nei servizi congiunti di vigilanza transfrontalieri con il concorso delle polizie di Austria e Germania per prevenire attività illecite.

 

In generale nel corso del 2017 la Polfer ha svolto la propria attività di controllo all’interno delle stazioni e sui treni per garantire la sicurezza dei viaggiatori, attraverso la prevenzione e il contrasto di attività illecite, fenomeni delittuosi e degrado presenti in ambito ferroviario.

 

Durante l’arco dell’anno sono state impiegate oltre 196 mila pattuglie in stazione e oltre 43.500 a bordo treno. Sono stati scortati complessivamente 93.029 convogli ferroviari (con una media di circa 254 treni al giorno).

 

Sono stati inoltre predisposti 15.399 servizi antiborseggio in abiti civili, ma anche negli scali e sui convogli. La polfer ha tratto così in arresto e indagato in stato di libertà rispettivamente 1.255 e 8.963 persone in oltre un milione di controlli.

 

Durante l’anno sono state incentivate le attività di prevenzione con un aumento dei servizi straordinari di controllo del territorio, +9% rispetto al 2016, per un totale di 2.016 operazioni.

 

L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso causano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in oltre 2.200 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli, in circa 8.580 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie ed in 1.726 servizi di controllo su strada a veicoli sospetti.

 

Questo articolato dispositivo ha consentito il recupero di oltre 44 tonnellate del cosiddetto 'oro rosso' di provenienza illecita, l’arresto di 28 persone e la sottoposizione ad indagini preliminari di 117 soggetti.

 

Il fenomeno in ambito ferroviario ne è risultato ulteriormente ridimensionato con un calo di furti del -13% ed un incremento del rame recuperato del 18% rispetto allo scorso anno. Nel corso del 2017 il personale della Specialità ha rintracciato 1.241 persone scomparse, di cui 1.143 minori. 

 

In flessione le aggressioni denunciate dal personale ferroviario (-15%,  da 524 a 447) rispetto al 2016. Diminuiscono gli episodi, sia a bordo treno (-6%, da 414 a 390) che in stazione (-50%, da 110 a 55). Nel 66% dei casi l’autore è stato individuato. 52 le lesioni con conseguenze gravi subite dal personale della Specialità. 

 

In calo il numero di incidenti in ambito ferroviario nella loro totalità ed in calo anche la mortalità connessa (da 66 a 54, pari a -18%). Continua ad essere sensibile il dato che riguarda i comportamenti scorretti o le imprudenze dei viaggiatori come ad es. l’attraversamento dei binari o la presenza indebita lungo linea.

 

Questo conferma l’importanza dell’attività di prevenzione e formazione, che la polizia ferroviaria persegue con forza attraverso diverse campagne di educazione alla legalità ed alla sicurezza, avviate già da diversi anni, che hanno lo scopo di sviluppare in particolare nei ragazzi la cultura della sicurezza in ambito ferroviario, attraverso la conoscenza e l’applicazione delle regole di un corretto comportamento, al fine di contribuire alla riduzione degli eventi incidentali che vedono coinvolti, spesso, proprio i giovani. Con il progetto 'Train…to be cool' gli operatori della Polizia ferroviaria hanno incontrato, durante l’anno scolastico 2016/2017, oltre 39 mila studenti. 

 

Sedicimila, inoltre, i ragazzi coinvolti nelle iniziative di piazza nate dalla collaborazione tra la polizia ferroviaria, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e le federazioni sportive del rugby e della pallavolo: otto tappe in tutta Italia (Norcia, Ancona, Catania, Firenze, Milano, Bari, Modena e Torino) per sensibilizzare i giovani del movimento rugbistico e pallavolistico sui temi della legalità e della sicurezza individuale nell’ambito del sistema di trasporto ferroviario.

 

Non sono mancati i salvataggi, sia di aspiranti suicidi che di persone colte da malore in stazione. In particolare sono state 10 le persone in arresto cardiaco salvate dagli operatori della Polizia Ferroviaria, quattro dei quali con l’uso del defibrillatore.

  

Sotto il profilo internazionale, infine, la Polizia Ferroviaria ha proseguito la propria attività nell’ambito del network europeo di polizie ferroviarie RAILPOL, allo scopo di migliorare le tecniche specialistiche e di rafforzare la collaborazione tra i Paesi membri attraverso il reciproco scambio di informazioni e la definizione di comuni strategie operative nonché la programmazione di azioni congiunte.

 

In questo contesto, nel corso del 2017 l’Italia ha mantenuto la presidenza del Gruppo di lavoro Strategic Analysis, rivolto all’analisi strategica dell’andamento dei principali fenomeni delittuosi in ambito ferroviario in Europa allo scopo di delineare linee operative comuni di prevenzione e contrasto tra i vari Paesi membri.

 

Si chiude per la polizia ferroviaria un anno che ha visto le celebrazioni del 110° anniversario della sua fondazione. Nata il 24 giugno 1907, da allora garantisce la sicurezza dei milioni di persone che si muovono in treno o frequentano le stazioni.

 

Tra i passaggi fondamentali della storia vissuti 'in prima linea' dalla più antica delle Specialità della polizia di Stato: le due guerre mondiali e la successiva ricostruzione; le migrazioni di massa con l’utilizzo del treno (a partire dagli anni ’50) di milioni di persone dirette dal sud al nord (dell’Italia o dell’Europa) in cerca di migliori condizioni di vita; il triste periodo degli 'anni di piombo', che non hanno risparmiato l’ambito ferroviario.

 

Tra i fatti più violenti, quelli che hanno coinvolto il treno Italicus (4 agosto 1974, 12 morti e 48 feriti), la stazione di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti), il treno R904 (23 dicembre 1984, 16 morti e 260 feriti).

 

Anche la polizia ferroviaria ha pagato il suo tragico tributo in termini di vittime: non si contano i caduti tra gli operatori della Specialità che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere o in gesti eroici. 19 nei soli ultimi 50 anni. 

 

Le manifestazioni relative all’importante ricorrenza hanno visto eventi in tutta Italia, organizzati unitamente alle Questure, e culminati nelle celebrazioni del 110° anniversario a Roma nel mese di giugno e nel convegno di studio a Pietrarsa (Napoli) nel mese di novembre, oltre ad  una serie di concerti della Banda musicale e della Fanfara della Polizia di Stato in alcune delle principali stazioni ferroviarie del Paese (Trieste, Venezia, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Firenze e Roma).   

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

31 ottobre - 16:22

A partire da questa mattina sono diverse le persone che si stanno recando al cimitero. Ieri il presidente della Provincia, Fugatti, ha deciso di chiudere i campisanti l'1 e il 2 novembre

31 ottobre - 15:31

Mentre è evidente a tutti che la curva dell'epidemia è in costante crescita il presidente pare in balia degli eventi e die dati giornalieri e in conferenza stampa dice una cosa mentre nell'ordinanza ne scrive un'altra. Intanto i sindacati attaccano: ''I ristoratori chiedono di ritirare l'ordinanza sulle aperture perché si accorgono che pur essendo aperti la clientela scarseggia, un po’ per paura del contagio, un po’ perché le famiglie hanno sempre meno disponibilità finanziarie''

31 ottobre - 10:26

La decisione è stata presa durante un colloquio in video-conferenza tra i tre presidenti dell'Euregio Fugatti, Platter, e Kompatscher. "Fondamentale la collaborazione e lo scambio continuo tra i territori. Uno dei nostri obiettivi è tenere aperti i confini per garantire la mobilità nei nostri territori e lo spostamento dei pendolari"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato