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Migranti esclusi dall'accoglienza, la reazione della politica, la condanna e la solidarietà delle associazioni

Parte un appello firmato da numerose realtà del volontariato e della società civile: "Dobbiamo fornire noi stessi una soluzione concreta". Annunciato anche un ricorso al giudice

Di db - 22 novembre 2018 - 15:57

TRENTO. La decisione del governatore Fugatti di sospendere il servizio di accoglienza per 40 richiedenti asilo ha suscitato l'indignazione di tutta l'opposizione, dal Pd a Futura, dal Patt ai 5 Stelle. Dura anche la presa di posizione di molte associazioni (qui il testo completo e le adesioni aggiornate) che alla condanna unisce la solidarietà

 

"La legge - spiegano - stabilisce che l’accesso alle misure di accoglienza deve essere garantito fin dal momento della manifestazione della volontà di chiedere protezione internazionale, anche ai richiedenti asilo sottoposti alla procedura di determinazione dello Stato membro competente ad esaminare la domanda di protezione internazionale".  

 

Oltre alla richiesta di ricollocare immediatamente le persone oggetto del provvedimento del governatore, si chiede anche "di consentire l'accesso al sistema d'accoglienza alle altre persone che si trovano sul territorio provinciale e che sono impossibilitate ad accedere alla procedura di richiesta d'asilo in quanto viene chiesto a loro dalla questura di Trento di dimostrare di avere un domicilio".

 

Una richiesta illegittima, per le associazioni. "La richiesta di dimostrazione da parte del richiedente della disponibilità di un’autonoma sistemazione ai fini dell’accesso alla procedura è illegittima, in quanto, come confermato da ampia giurisprudenza in materia, è in palese contrasto con le normative". 

 

“Gli Stati membri - specifica infatti la legge - non esigono documenti inutili o sproporzionati né impongono altri requisiti amministrativi ai richiedenti prima di riconoscere loro i diritti conferiti dalla presente direttiva, per il solo fatto che chiedono protezione internazionale”.

 

In mancanza di un passo indietro sui migranti colpiti dal provvedimento e se la situazione non venisse chiarita anche nei confronti degli altri migranti presenti sul territorio, le associazioni annunciano "il ricorso alla competente autorità giudiziaria".

 

Se il presidente della Provincia non tornasse sui suoi passi, "le decisioni dell'autorità giudiziaria potrebbero richiedere tempi non brevi". Consapevoli di questo, le tante associazioni chiedono di mobilitarsi per "fornire noi stessi un'immediata soluzione concreta". 

 

Ecco dunque l'appello: "A tutta la cittadinanza solidale, chiedendo di aiutarci in modo concreto nella ricerca di locali che possano essere utilizzati per tamponare quella che tra pochi giorni potrebbe diventare una preoccupante emergenza umanitaria".

 

"Chiediamo pertanto a chiunque, ed in particolar modo alle associazioni di volontariato e alle istituzioni religiose, di mettere a disposizione gli spazi necessari al pernottamento dei richiedenti asilo. Se invece dovesse essere necessario affittarli - si legge nell'appello - chiediamo a tutte e tutti di attivarsi per indicarci i proprietari di immobili che potrebbero essere interessati e per sostenere economicamente questa iniziativa".

 

Dicevamo anche delle prese di posizione della politica. Per l'Alleanza democratica e popolare - che riunisce Pd, Futura e Upt - "mettere sulla strada quaranta persone, che comunque sono costrette a stare a Trento in attesa della risposta alle loro domande di asilo, al di là degli aspetti umanitari, anche dal punto di vista dell’ordine e della vivibilità generale, è un atto che aumenta e non riduce l’insicurezza sociale".

 

Esprimono preoccupazione per la situazione e chiedono al presidente della Provincia "di affrontare il caso senza forzature e senza decisioni drastiche e affrettate, collaborando con il Comune di Trento e con le associazioni e le cooperative. Solo così - spiegano - si può e si deve trovare una soluzione diversa".

 

"Inaccettabile decisione del presidente Fugatti - scrive Andrea Maschio del Movimento 5 Stelle - è impensabile preferire che questi siano costretti a vagabondare per la città invece che sapere dove sono e cosa fanno. E' peraltro inumano ed indegno per una comunità come quella trentina che ha nell'accoglienza uno dei suoi pezzi forti".

 

Anche Ugo Rossi aveva criticato l'iniziativa del suo successore alla presidenza della Provincia. "L'effetto è che questi 40 ragazzi saranno in strada, scaricando le responsabilità sul comune". 

 

 

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