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Muri imbrattati a Trento, il Patt: ''Dove sono le telecamere? Serve praticità contro chi rovina la nostra città''

Il capogruppo in consiglio comunale Alberto Pattini: "Chi entra nella Ztl viene subito rintracciato mentre questi  che imbrattano gli edifici la fanno sempre franca"

Di G.Fin - 11 marzo 2018 - 15:20

TRENTO. Scritte sui muri della città, sugli edifici senza alcuna distinzione. Basta qualche metro di cemento o marmo libero perchè qualche bontempone che non ha nulla di meglio da fare decida di imbrattarlo con scritte che ormai sono sempre le stesse da anni, messaggi inutili e altri “disegni” incomprensibili.

 

Di guerra anti-writers, in nome del decoro urbano, se ne parla da diverso tempo e in Consiglio comunale a Trento la questione ha infervorato gli animi dei consiglieri già molte volte.

Negli anni scorsi il consigliere della circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara Mario Basile aveva realizzato una vera e propria indagine sull'imbrattamento dei muri. Con tanto di macchinetta fotografica alla mano aveva girato decine di strade della città documentando oltre 500 imbrattamenti. Numero, quest'ultimo, che oggi sarà senz'altro aumentato a dimostrazione di come le discussioni portate avanti oltre a mancare di praticità non hanno portato ad alcun risultato.

 

L'ultimo esempio lo si è avvenuto proprio ieri e questa volta è stata la chiesa di San Pietro ad essere imbrattata. Nella facciata principale, con una bomboletta rossa, è stata fatta una scritta contro un movimento politico di estrema destra che proprio lì accanto ha poi fatto un banchetto.

A breve il Consiglio comunale di Trento dovrà approvare una variazione di bilancio e in questa occasione, sembra, sarà previsto un importo per l'adozione di nuovi strumenti contro l'imbrattamento.

 

“Chi entra nella Ztl viene subito rintracciato mentre questi  che imbrattano gli edifici la fanno sempre franca” dice il capogruppo del Patt, Alberto Pattini, che su facebook ha espresso il proprio disappunto per una situazione diventata ormai insopportabile correlandolo con una decina di foto.

“Sia ben chiaro – spiega Pattini – che non è una sfogo ma dico cose certe che vedono tutti ma che non si possono più accettare. Non è possibile che la città sia in mano ad un manipolo di persone che non hanno alcun rispetto per i nostri valori e si permettono di avere il sopravvento sulla collettività”.

 

In passato il Patt ma anche il M5S e altri partiti avevano presentato in Comune dei documenti per richiedere maggiori telecamere che potessero essere usate come deterrente. “Le avevamo chieste anche in vicolo San Pietro – continua il capogruppo del Patt – ma nessuno le ha ancora viste. Sono passati 6 mesi dall'ultima richiesta fatta al sindaco Andreatta e l'assessore Gilmozzi ma nulla”.

 

Evidentemente i tempi della politica sono ben lontani da quelli di questi fantomatici writers che sono ancora liberi di far proprio ogni muro cittadino.

 

“I tempi della politica non possono e non devono essere così lunghi – conclude Pattini – serve praticità e soprattutto si deve cambiare veramente passo per dare delle risposte alla città”.

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