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''No all'esclusione da scuola dei bimbi non vaccinati''. Consegnate a Dorigatti più di 7 mila firme

I promotori hanno sostenuto che la Costituzione afferma che "La scuola è aperta a tutti". Alla raccolta firme hanno collaborato La Scuola che Accoglie, il Comitato Difesa Bambini e Famiglie, il Comitato Uniti per Oviedo, il Gruppo spontaneo genitori Informati Trento, il Gruppo spontaneo per la Libertà di Scelta Valsugana e Ingresso Libero Caldonazzo

Di db - 02 agosto 2018 - 11:32

TRENTO. Chiedono che tutti i bambini, anche quelli non vaccinati, possano accedere a scuola. Chiedono di applicare la legge in modo meno rigido e per fare pressione sulle istituzioni hanno raccolto più di settemila firme che oggi hanno consegnato al presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti.

 

Le hanno consegnate ufficialmente alcuni genitori trentini che in questi mesi si sono attivati in prima persona. Per loro "il diritto dei bambini all'inclusione scolastica" deriva da un'interpretazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, spiegando che è proprio la Carta fondamentale che afferma "La scuola è aperta a tutti"

 

Spiegano che l'iniziativa è "una raccolta firme che chiedeva ai firmatari di sostenere l'inclusione e tenere la scuola fuori da questioni sanitarie che dovrebbero riguardare unicamente le famiglie e l'azienda sanitaria di pertinenza".

 

"Non si è entrati nella disputa vaccini sì-vaccini no - spiega un comunicato -  ma si è chiesto alla Provincia di tutelare il diritto dei bambini, qualunque sia la posizione dei loro genitori, ad avere accesso ad istituzioni fondamentali per la crescita e lo sviluppo di competenze individuali quali sono scuole materne, asili ecc".

 

I genitori hanno ricordato come altre regioni come Piemonte, Liguria e il vicino Alto Adige abbiano applicato con meno rigidità la contestata Legge 119/2007, sospendendo per il momento sanzioni ed esclusioni, anche in vista di un annunciato intervento del nuovo Governo sul tema.

 

"La richiesta è che anche il Trentino tuteli i bambini, e consenta loro di accedere ai servizi educativi per l'infanzia, quale che sia il loro stato vaccinale". Mentre la Giunta provinciale, sempre per tutelare i bambini (ad esempio quelli che non possono vaccinarsi per motivi di salute), condivide l'impostazione della legge Lorenzin - non modificata dal nuovo governo - che impedisce l'accesso a scuola dei bambini le cui famiglie rifiutano l'obbligo vaccinale.

 

Alla raccolta firme hanno collaborato La Scuola che Accoglie, il Comitato Difesa Bambini e Famiglie, il Comitato Uniti per Oviedo, il Gruppo spontaneo genitori Informati Trento, il Gruppo spontaneo per la Libertà di Scelta Valsugana e Ingresso Libero Caldonazzo.
 

"La Provincia garantisca l'iscrizione e l'acceso ai servizi educativi e alle scuole per l'infanzia dei bambini che non sono stati sottoposti alle vaccinazioni previste dalla legge Lorenzin a condizione che i loro genitori abbiamo sostenuto il colloquio informativo ed elimini l'obbligo vaccinale per l'accesso ai buoni di servizio e alle altre agevolazioni e aiuti alle famiglie".

 

Queste le richieste in calce alle quali sono state apposte le 7036 firme raccolte in tre grossi volumi gialli. Il Presidente Dorigatti le ha prese in consegna ricordando al gruppo di genitori l'iter della petizione che passerà per il vaglio delle firme da parte degli uffici, poi all'Ufficio di presidenza e, infine, alla commissione competente.

 

Dorigatti ha fatto presente però che ben difficilmente, a pochi mesi dalle elezioni, l'iter potrà essere completato. Anche se è evidente che questa raccolta firme ha soprattutto lo scopo di lanciare un messaggio alla giunta in vista dell'avvio della scuola.

 

Il Presidente ha anche ricordato che il Consiglio ha sempre avuto un atteggiamento di apertura ed ha ascoltato più volte le ragioni dei comitati dei genitori sulla questione vaccini. Domenico Orecchio, a nome dei comitati, ha ricordato che la petizione ha avuto soprattutto il consenso di chi ritiene che i bambini non possono essere discriminati per motivi sanitari.

 

Il rappresentante dei comitati ha aggiunto che in tutta la vicenda vaccini la politica e stata assente e sorda e che da parte della giunta, di fronte alla richiesta di non escludere da scuola i bambini non in regola con la legge, c'è sempre stato un atteggiamento di chiusura. 

 

Infine, il portavoce dei promotori della petizione ha ricordato che l'esclusione dei bambini da scuola sta creando una grave frattura sociale e, in molti casi, seri disagi personali che i comitati con la loro attività stanno in parte assorbendo.

 

"Molti genitori – ha concluso Orecchio – saranno costretti a lasciare il lavoro per stare con i loro bambini esclusi da scuola e non perché sono dei "no vax", ma semplicemente perché aspettano risposte alle loro domande sui vaccini".

 

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