Accorpamento di nidi e scuole dell’infanzia? “No Grazie”. La petizione che ha raccolto oltre 8.200 firme: “Siamo insegnanti non animatrici”
Sono state consegnate al presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, le 8.238 firme della petizione popolare dal titolo “Ripensare alle scelte fatte riguardo alla scuola dell’infanzia considerando il parere di insegnanti ed esperti”

TRENTO. In questi giorni sono state consegnate al presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, le 8.238 firme della petizione popolare dal titolo “Ripensare alle scelte fatte riguardo alla scuola dell’infanzia considerando il parere di insegnanti ed esperti”. “Il presidente è stato molto cordiale e accogliente, anche a lui abbiamo precisato che la nostra petizione non riguarda soltanto il disegno d legge Masè”, sottolinea Michela Lupi (alias Mimì Wolf), esponente di Onda e portavoce delle insegnanti che hanno promosso a petizione.
Di fatto tutto trae origine dal disegno di legge promosso tempo addietro dalla consigliera di maggioranza, Vanessa Masè, che, fra le altre cose, prevede l’accorpamento di nidi e scuole dell’infanzia. La proposta ha incontrato l’opposizione da parte del personale scolastico e delle minoranze in Consiglio.
“La scuola dell’infanzia è Scuola perché la sua finalità è educativa e non ricreativa – spiega Lupi – qui il gioco diventa metodologia didattica che promuove lo sviluppo del bambino e dunque non è pensato solo come divertimento”. D’altra parte la scuola dell’infanzia fa riferimento a dei precisi orientamenti provinciali che la guidano dal punto di vista pedagogico e didattico.
Per le promotrici della petizione il bambino deve essere “protagonista attivo dei processi d’apprendimento” e “non soggetto da intrattenere”. Proprio per questo le esperienze d’apprendimento dovrebbero essere frutto di progettazioni didattiche, pedagogicamente orientate e non attività estemporanee. “Siamo insegnanti non animatrici” conclude Lupi.













