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Orsi e lupi, ddl approvato in terza commissione, ma sulla costituzionalità del provvedimento nessuno sa rispondere

Dopo il Centro grandi carnivori, decisamente contrari al ddl anche il gruppo “La foresta che avanza” e Pan-Eppaa: "Un provvedimento inutile e dannoso". Il Pd si astiene, Lucia Maestri interroga sulla costituzionalità, ma la Commissione dei dodici, che nel 2015 si è vista bloccare un simile proposito, non si è mai preoccupata di questo. Ma la sentenza da 1 milione dovrebbe indurre alla cautela

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2018 - 17:40

TRENTO. Via libera della terza commissione al disegno di legge 230 proposto dall'assessore Michele Dallapiccola in materia gestione grandi carnivori.

 

Dopo le ultime audizioni è stato approvato da Patt, Upt e dalle minoranze. Astenuto il Partito democratico. Ora il ddl passa alla discussione senza tempi contingentati per l'esame finale in aula del 3, 4 e 5 luglio.

 

La terza commissione si è nuovamente riunita per ascoltare audizioni e pareri del Consiglio delle autonomie e consorzio comuni, la Magnifica comunità di Fiemme, le Asuc, il Muse e il Centro Grandi Carnivori.

 

Quindi spazio anche a Ente parco Paneveggio-Pale di San Martinoalbergatori e imprese turistichecacciatori e associazioni animaliste. Ma anche Federazione cooperativeagricoltoriapicoltori e allevatori.

 

 
Sono il Parco Adamello Brenta, Gianfranco Zanon per la Commissione dei dodici, Pan-Eppaa e il gruppo ecologista “La foresta che avanza” i protagonisti dell'ultima giornata di audizioni prima del voto. 

 

La terza commissione ha approvato senza emendamenti il ddl: cinque i pareri a favore espressi da Fasanelli (misto), Civettini (Ct), Giovanazzi (At), Ossanna (Patt), Tonina (Upt), mentre il Pd con Lucia Maestri ha scelto l’astensione, perché non sono stati ancora fugati i dubbi sulla costituzionalità del testo.

 

La norma, formata di un solo articolo, prevede che la Provincia assuma la gestione diretta di lupo e orso, con la facoltà di abbattere a determinate condizioni questi grandi carnivori, non prima di aver acquisito il parere scientifico dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

 

La Commissione dei dodici aveva depositato una norma di attuazione nel 2015, bloccata però da Galletti. "Un dispositivo – ha ricordato il consigliere Gianfranco Zanon – era stato elaborato, approvato e anche depositato dalla Commissione dei dodici, ma si era arenata per il dissenso dell’allora ministro che non condivideva in particolare la possibilità di sopprimere il lupo".

 

A una domanda di Lucia Maestri (Pd) in merito alla costituzionalità di un eventuale disegno di legge, Zanon ha risposto che la Commissione dei dodici non ha in alcun modo approfondito il tema. Un tema comunque caldo, vista la recente sentenza storica: Durnwalder e il suo dirigente condannati a pagare 1 milione di euro per i decreti sull'uccisione di animali selvatici (Qui articolo).

 

Dopo il Centro grandi carnivori (Qui articolo), decisamente contrari al ddl anche il gruppo “La foresta che avanza” e Pan-Eppaa: "Un provvedimento inutile e dannoso".

 

"Il rapporto sui grandi carnivori del 2017 - evidenzia Francesca Valla de "La foresta che avanza" - documenta che dal 2010, anno della ricomparsa del lupo in Trentino, l’uomo non ha mai subito attacchi da questo grande carnivoro. Quanto agli animali domestici, sono sufficienti le attuali misure di prevenzione e risarcimento già previste dalla Provincia, alla quale peraltro l'anno scorso sono pervenute solo 7 richieste di indennizzo".

 

L'esperta ha sottolineato inoltre che solo nel 29% dei casi gli attacchi al bestiame sono diminuiti e solo temporaneamente dopo il ricorso a metodi letali per lupo e orso, mentre nel 43% si è verificato un aumento dei danni agli animali domestici. 

 

"Questo - dice Valla - a causa della disgregazione del branco dovuto alla rimozione degli esemplari alfa. Per contro, l’impiego di metodi non letali come la protezione delle greggi durante la notte, l’utilizzo di reti e cani da pastore, il posizionamento di esche per tenere lontani i predatori, la sterilizzazione o il trasferimento del lupo in altri Paesi europei, ha contenuto di oltre l’80% gli attacchi".

 

In definitiva, al prelievo sarebbero preferibili misure come la sterilizzazione del lupo o il suo trasferimento di esemplari in altri Paesi europei.

 

“Riteniamo – prosegue “La foresta che avanza” - che questo ddl sia inutile e dannoso: l’abbattimento è una misura irresponsabile e contrastante con i piani nazionali e internazionali previsti per la gestione di lupo e orso". 

 

Queste due specie sono infatti particolarmente protette in Italia da una legge del 1992, che prevede sanzioni penali in caso di abbattimento.

 

"E la stessa Ue (direttiva Habitat) - conclude Valla - impone la protezione delle due specie prevedendo eccezioni solo nel caso di individui che causano danni gravi o il cui allontanamento risulta necessario per motivi di sicurezza. Queste eccezioni, richiamate nel ddl della Giunta provinciale, oggi sono quindi già regolamentate".

 

Il presidente di Pan-Eppaa, Adriano Pellegrini, ha invece lamentato che “questo ddl sembra un provvedimento pre-approvato”.

 

E ha presentato tre osservazioni: è difficile che lupi e orsi possano arrecare danni a patrimonio ittico, boschi e acque come risulta dal ddl. "Non si capisce - ha aggiunto Pellegrini - se il parere chiesto a Ispra prima del 'prelievo' sia vincolante o meno: l'eventuale cattura e uccisione è già prevista dalle norme nazionali, per cui non serve una legge provinciale".

 

Il Parco Adamello Brenta si è detto invece favorevole all'abbattimento di individui problematici per le attività umane, ma anche che bisogna privilegiare la tutela e la conservazione di orsi e lupi.

 

Per l'Ente sono intervenuti il direttore Giustino Trotter e il responsabile del settore ricerca scientifica e didattica Andrea Mustoni, tra i fautori del progetto Life Ursus. "Il Parco - hanno spiegato - si è sempre preoccupato dell’equilibrio tra attività umana e grandi carnivori, ma la tutela delle popolazioni di lupo e orso passa anche da scelte coraggiose nei confronti dei singoli individui che dovessero avere comportamenti anomali e non compatibili".

 

 

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