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Prima la pistola, poi il fucile e la paura che potesse far esplodere la casa, la tragedia di Folgaria iniziata da una violenta lite

Il litigio tra Alessandro Pighetti e Massimo Toller era iniziato già ieri pomeriggio. Il 31enne in un primo momento era riuscito a disarmare il compagno della madre ma in serata, in un secondo raptus di rabbia, Toller con un fucile ha ucciso il ragazzo  

Nella foto, tratta da Facebook, Alessandro Pighetti
Pubblicato il - 17 novembre 2018 - 09:40

FOLGARIA. La palestra era solo uno dei suoi tanti hobby, perchè Alessandro Pighetti, 31 anni, amava l'hockey ma anche le automobili. Nato in provincia di Bergamo, aveva poi trascorso la sua infanzia a Chiari in provincia di Brescia con la madre Alessandra. Da qui il trasferimento poi a Costa di Folgaria dove la madre aveva conosciuto durante una vacanza Massimo Toller e con il quale era nata una relazione. Ed è proprio la mano di quest'ultimo che ieri sera ha fermato la vita del 31enne con un colpo di fucile che non ha lasciato scampo ad Alessandro facendolo crollare a terra.

 

Il giovane e la madre, assieme a Massimo, si erano ricostruiti una vita a Folgaria. Lei impiegata nello studio commercialista Eco2000 mentre Alessandro aveva iniziato la sua esperienza lavorativa nel campo delle assicurazioni. I suoi tantissimi interessi, però, lo avevano portato anche a diventare socio di una azienda di Trento che si occupa del commercio di auto, moto e pezzi di ricambio.

 

Massimo Toller, 60 anni, aveva invece un passato da autista di mezzi pesanti ma a seguito di alcuni problemi personali era rimasto disoccupato per poi trovare lavoro, per un periodo, all'interno del Progettone.

 

Quella di ieri è stata una vicenda terribile iniziata nel tardo pomeriggio. Non si sa al momento quale sia il movente certo che abbia portato Massimo Toller a questo gesto. Dalle prime informazioni si parla di un litigio tra i due che già alle 19 aveva portato il 60enne a prendere una pistola per puntarla contro al giovane. A questa prima aggressione, però, Alessandro era riuscito a rispondere disarmando Toller.

 

Aveva poi preso contatti con la madre ed assieme erano ritornati dall'uomo che poco prima aveva tentato di ucciderlo. Questa volta però nessuno è riuscito a disarmare la rabbia di Massimo che imbracciando un fucile ha fatto fuoco contro il 31enne, uccidendolo.

 

La madre è riuscita a scappare dalla furia omicida dell'uomo che si era poi rinchiuso in casa. Ore di angoscia nelle quali nessuno poteva sapere quello che stava accadendo dentro le mura dell'abitazione in via Maffei 135. Le forze dell'ordine e i vigili del fuoco hanno staccato il gas e l'elettricità. L'uomo avrebbe potuto compiere un atto disperando facendo esplodere l'intero edificio. Solo dopo circa due ore, quando le forze dell'ordine hanno deciso di sfondare la porta d'entrata, si è scoperto che anche Massimo Toller aveva deciso di farla finita sparandosi.

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