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Psichiatria, approvata la delibera. Senza passare dal concorso il primario di Cles si prende anche Trento

Nei giorni scorsi molte le pressioni per far tornare Luca Zeni sui suoi passi, da Renzo De Stefani a Filippo Degasperi, ma anche in casa Pd i dubbi erano molti. "Mossi da motivi di efficientamento delle risorse", ma per il consigliere 5 Stelle potrebbero esserci "ragioni elettorali"

Pubblicato il - 26 May 2018 - 12:58

TRENTO. Alla fine l'assessore Luca Zeni ha deciso di andare avanti, nonostante le pressioni che sono arrivate da più parti (anche dallo stesso Pd) e nonostante la sospensione della settimana scorsa: la delibera sulla riorganizzazione delle Unità operative di Psichiatria è stata votata dalla Giunta provinciale e ora, senza passare dal concorso, il primario di Cles andrebbe a ricoprire anche la struttura del capoluogo.

 

"Va in un'ottica di efficientamento delle risorse, di migliore programmazione del rapporto territorio/ospedale e di valorizzazione delle professionalità aziendali la ridefinizione degli ambiti territoriali riferiti all'Unità Operativa di Psichiatria", scrive il comunicato stampa della Provincia.

 

"La nuova configurazione - continua la nota - prevede tre Strutture complesse, anziché quattro. In questo modo ad ogni ambito territoriale corrisponde un reparto ospedaliero (Trento, Borgo ed Arco). I tre ambiti, che in questo modo hanno dimensioni omogenee, sono i seguenti:Val d'Adige, Valle dei Laghi, Paganella, Rotaliana, Valle di Cembra, Val di Non, Val di Sole; Vallagarina, Alto Garda e Ledro, Giudicarie, Altipiani Cimbri; Bassa Valsugana, Alta Valsugana, Val di Fiemme, Comun Generale de Fascia, Primiero".

 

Nei giorni scorsi l'ex primario Renzo De Stefani aveva parlato di "riorganizzazione ad personam" per favorire - di fatto - la posizione di un primario in particolare. Con le stesse tesi anche il consigliere Filippo Degasperi aveva presentato un'interrogazione nella quale ipotizzava "ragioni elettorali" dietro la decisione dell'accorpamento. 

 

Anche all'interno dello stesso Partito democratico erano emersi seri dubbi sull'opportunità di approvare la delibera in questione. Molte le pressioni su Zeni per un passo indietro, molti i dubbi sulle motivazioni di fondo che hanno spinto l'Azienda sanitaria ad annullare un concorso a cui si erano iscritti alcuni tra i migliori esponenti della psichiatria italiana.

 

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