Fugatti aumenta i posti letto e il budget all'Eremo di Arco. Zeni: "Ragioni di riconoscenza elettorale?''
La giunta ha aumentato l'assegnazione di due unità alla Casa di Cura privata, che tradotto in soldi pubblici significa decine e decine di migliaia di euro all'anno. La domanda che si pone l'ex assessore alla Salute: "E' dimostrato un reale bisogno sanitario, considerato che il Trentino ha il doppio di posti letto per le cure riabilitative?"
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TRENTO. La profezia dell'ex assessore alla Salute Luca Zeni si è avverata, e ieri la giunta guidata da Fugatti ha preso forse la prima decisione onerosa, escludendo le delibere attinenti al maltempo: ha deciso di aumentare di due unità i posti letto (che valgono decine e decine di migliaia di euro all'anno) alla Casa di Cura Eremo di Arco, aumentando di conseguenza i finanziamenti pubblici alla struttura privata che già raccoglie, in virtù della convinzione con la Provincia, tanti bei soldi.
La richieste avanzate da Eremo, spesso pressanti, hanno trovato una prima risposta nella nuova amministrazione provinciale. Perché quella scorsa non ha mai ceduto: aveva scelto di considerare nel complesso la riabilitazione sanitaria, con la struttura pubblica Villa Rosa di Pergine impegnata in quella che viene definita "alta complessità" e le altre strutture private, tra cui Eremo, impegnate - e finanziate in convenzione - per la riabilitazione intensiva.
La Casa di Cura arcense ha però insistito per avere riconosciuta - come Villa Rosa - l'alta intensità. Ed ha insistito subito dopo la campagna elettorale, pressando la nuova giunta composta da chi, quando l'attuale maggioranza era minoranza, ha invaso il consiglio provinciale di interrogazioni e mozioni che chiedevano a Rossi e Zeni di aumentare posti letto e finanziamenti per l'Eremo di Arco.
La richiesta, per essere chiari, è quella di maggiori risorse pubbliche, che si sommano ai milioni di euro già riconosciuti per la riabilitazione in convenzione. C'è da tenere a mente che i posti letto in Trentino per questo bisogno sanitario sono doppi rispetto a tutte le altre realtà italiane, superiori a ogni standard. Ma Eremo voleva a tutti i costi il riconoscimento del codice 75, quello che definisce l'alta intensità.
La giunta di Fugatti, proprio nell'ultima seduta, ha accontentato parzialmente la struttura, ma l'ha fatto per dare un chiaro segnale: il vento è cambiato e quindi a differenza della passata amministrazione noi ci siamo. Ha deciso di riconoscere un altro codice, non il 75, che è sempre una riabilitazione intensiva ma ancora più intensiva. Oppure potremmo dire che si tratta di una 'alta complessità meno complessa. Sono comunque due posti letto in più che costano alle casse pubbliche qualche centinaio di euro al giorno.
Servono davvero? C'è un reale bisogno sanitario? Oppure il bisogno è quello dei finanziamenti pubblici da parte di una struttura privata che, legittimamente, è votata al profitto? L'assessora Stefania Segnana si è confrontata con le altre strutture? Sembra che a Villa Rosa non sia mai andata ad incontrare personale e dirigenti. Ma non è nemmeno stata convocata l'Aiop, l’associazione che unisce tutti i soggetti privati del settore sanitario che avrebbero potuto fare una valutazione complessiva evitando la contrattazione per singoli posti letto.
"Ieri - afferma Zeni - scrivevo (in un intervento pubblicato dal Trentino, ndr) della 'schiena dritta' che devono avere le istituzioni di fronte alle richieste delle imprese private in ambito sanitario. Si deve partire dai bisogni dei cittadini - continua l'ex assessore - seguendo analisi e proposte dei medici e dell'azienda sanitaria. Se si parte invece dalla volontà di soddisfare la richiesta di maggiori risorse di un privato, che tra l'altro da anni promette e garantisce sempre gli stessi investimenti, c'è un corto circuito".
Gli investimenti a cui si riferisce Zeni sono quelli sul terreno adiacente all'Eremo, di interesse per l'intero comune arcense. Investimenti che da anni l'amministrazione della struttura di riabilitazione promette di realizzare, in cambio di maggiori considerazione da parte del pubblico nei confronti delle richieste che via via vengono avanzate.
"Stupisce che una nuova amministrazione decida subito di assegnare nuove risorse a un singolo soggetto. Amministrazione che in ambito sanitario non ha ancora detto nulla rispetto alla visione del sistema, che non ha ancora convocato il tavolo con l'associazione delle strutture private, che non ha ancora neppure visitato l'ospedale pubblico Villa Rosa. Parliamo dell'Eremo di Arco - ricorda l'esponente del Pd - che ogni anno fa profitti milionari grazie alle risorse pubbliche, non si tratta di una impresa in difficoltà".
L'ex assessore afferma che "le ragioni di questa urgenza sfuggono, se non legate alla riconoscenza elettorale". Un'affermazione forte che solleva l'ipotesi che la giunta abbia adottato la delibera per ragioni indipendenti dal bisogno sanitario. "Almeno è stata confermata la linea rispetto al diniego di codice 75, che avrebbe messo in discussione l'intero assetto soprattutto nei confronti di Villa Rosa - aggiunge Zeni - riconoscendo quindi la correttezza della posizione della Provincia negli scorsi mesi".
"Si è scelto invece di 'inventare' due posti in più per soddisfare la richiesta di maggiori risorse, scelta di dubbia legittimità ma che almeno non scardina il sistema. Così però la schiena delle istituzioni non sicuramente è verticale. Prendiamo atto", conclude Luca Zeni.


















