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Luca Zeni: ''Con Bisesti un assessorato all'ingerenza, ha fatto pressioni per bloccare la nomina del dirigente al Centro Santa Chiara?''

Il consigliere provinciale del Partito Democratico ha presentato una interrogazione nella quale ricostruisce la vicenda. Chiede, se i fatti confermati, i motivi di tali pressioni

Pubblicato il - 08 gennaio 2019 - 13:59

TRENTO. Il consigliere provinciale del Pd, Luca Zeni, lo definisce “Assessorato all'ingerenza” e il riferimento è quello ad una vicenda che vede come protagonista l'assessore alla cultura della Provincia Autonoma di Trento, Mirko Bisesti e la nomina del dirigente del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento, ente pubblico a prevalente carattere provinciale.

 

La vicenda è finita in una interrogazione che il consigliere ha già presentato, pubblicandola anche sul proprio sito internet, all'interno della quale è stato ricostruito quello che è successo.

 

“L’assessore – spiega Zeni - pare distinguersi per una non comune capacità di ingerirsi, appunto, in compiti e decisioni di altrui pertinenza, come ben insegna la recente posizione censoria assunta in materia di libertà d’insegnamento con l’attivazione del citato strumento dell’'approfondimento tecnico', del quale francamente sfuggono contorni e sostanza amministrativa”.

 

Secondo quanto riporta Luca Zeni, l’assessore sembra aver esercitato qualche personale forma di pressione, nella delicata questione afferente il concorso per la nomina del dirigente del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento, ente pubblico a prevalente carattere provinciale. Nomina che è stata poi data a Francesco Nardelli.

 

La nomina del direttore per il Centro Servizi culturali “S. Chiara” è stata abbastanza travagliata. Alla scadenza naturale del mandato del precedente dirigente il Consiglio d’Amministrazione dell’ente ha provveduto ad indire una regolare selezione pubblica. La conclusione dell’iter selettivo ha portato poi all’individuazione di un vincitore. A questa nomina, però, un altro candidato aveva presentato un esposto per vizi di forma, che dopo essere stato accolto dal giudice ha portato all'annullamento del bando e all'elaborazione di uno nuovo.

 

Da qui sono stati presentati nuovi candidati ed è avvenuta una prima scrematura, dalla sono emerse, infine, due nominativi ritenuti idonei a tutti gli effetti per la valutazione finale e definitiva da parte del Consiglio d’Amministrazione, organo deputato per legge alla decisione e convocato in proposito in data 18 dicembre 2018.

 

Secondo il consigliere provinciale del Partito Democratico, come riportato nella sua interrogazione, “Il giorno antecedente la seduta del Consiglio d’Amministrazione sembra che il Presidente dell’ente culturale abbia ricevuto un’inattesa telefonata da parte dell’assessore provinciale, con la quale quest’ultimo pare aver chiesto espressamente – ed a procedura concorsuale ancora in corso – di sospendere ogni procedura e di procrastinare, per almeno quattro – cinque mesi, la nomina del direttore, senza peraltro indicare le ragioni di un simile ed inusuale intervento, né, tanto meno, eventuali indicazioni per altre e diverse soluzioni”.

 

A fronte di una così strana e pesante ingerenza nell’autonomia funzionale di un ente pubblico, risulta, viene riportato sempre nell'interrogazione, che il Presidente del medesimo abbia giudicato subito difficilmente accettabile la richiesta dell’Assessore, riservandosi però di sottoporre, almeno per conoscenza, la questione al Consiglio d’Amministrazione convocato per il giorno seguente. Successivamente la vicenda si conclude con la decisione di respingere le richieste dell'assessore e di procedere la nomina.

 

Nell'interrogazione il consigliere Luca Zeni chiede se i fatti corrispondono al vero e in caso di risposta affermativa, per quali ragioni l’assessore di merito ha inteso esercitare simili pressioni sul Presidente e, suo tramite, sul Consiglio d’Amministrazione del Centro Servizi culturali “S. Chiara”. Viene poi chiesto al Presidente della Giunta provinciale se non ritenga tali atteggiamenti di un suo sssessore lesivi delle sfere di autonomia dei singoli enti a partecipazione provinciale.

Infine quale sia, in concreto, la procedura amministrativa posta a fondamento del nuovo istituto giuridico dell’ “approfondimento tecnico”, e come lo stesso istituto si esplichi e con quali effetti giuridici.

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