''Atti discriminatori'' e ''indebite pressioni'', la dura lettera della dg di Trentino Trasporti contro l'azienda
I consiglieri provinciali Lucia Coppola e Luca Zeni hanno presentato due interrogazioni in Consiglio Provinciale per chiedere spiegazioni di quello che sta accadendo in una società strategica per l'intero territorio

TRENTO. Parlerebbe di “atti discriminatori” e di “indebite pressioni” la comunicazione che nelle scorse ore Elena Colombo, direttrice di Trentino Trasporti, ha inviato all'azienda.
La dirigente, viene spiegato in un lancio di agenzia Ansa, nelle scorse ore avrebbe ricevuto l'avviso di mancato superamento del periodo di prova a conclusione dei primi sei mesi di lavoro.
Ora in malattia, sempre secondo quanto riferisce l'agenzia, contesterebbe anche i termini del periodo di prova e non è escluso la richiesta di un risarcimento all'azienda.
A chiedere dei chiarimenti su quello che era successo erano stati i consiglieri provinciali Luca Zeni (Pd) e Lucia Coppola (Verdi).
Elena Colombo era stata nominata direttrice generale con la delibera del Consiglio di Amministrazione di Trentino Trasporti n. 7 del 10 giugno 2021 (con decorrenza 1 luglio). “Cosa è successo di così grave da interrompere un rapporto appena iniziato?” si è chiesta la consigliera Coppola che nelle scorse ore ha depositato una interrogazione provinciale.
A parlare di “Inattese ed improvvise dimissioni” della direttrice generale della società “Trentino Trasporti s.p.a che “pongono, non solo un grave problema di gestione di una società strategica per l'intero territorio in un momento oltremodo difficile e complesso come quello della pandemia in atto e dei nodi legati al trasporto pubblico soprattutto degli studenti e dei pendolari, ma sottolineano ancora una volta le evidenti difficoltà di rapporto con la politica da parte di manager seri, preparati ed autonomi” è anche il consigliere provinciale Luca Zeni che ha depositato un'interrogazione per conoscerne le ragioni e per sapere se verrà adottata una nuova procedura di selezione pubblica, per sostituire la direttrice.


















