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| 04 ago 2021 | 17:17

Concerto Vasco Rossi, Manica: “Dov'è il Centro Santa Chiara? Perché organizzazione affidata a Trentino Marketing?”

Il consigliere del Pd Alessio Manica ha portato in Consiglio i suoi dubbi sull'organizzazione del mega concerto del Blasco a Trento nella primavera del prossimo anno: “Come mai nelle fasi di contrattazione con l'agenzia del cantante non è stato coinvolto il Centro Santa Chiara che, per legge, è deputato all'organizzazione, la promozione e l'allestimento di eventi simili?”

Concerto Vasco Rossi, Manica: “Dov'è il Centro Santa Chiara?

TRENTO. Concerto di Vasco Rossi a Trento: perché la fase organizzativa è stata affidata a Trentino Marketing, che dovrebbe occuparsi di promozione turistica e non di spettacoli dal vivo, invece che al Centro Santa Chiara, per legge deputato all'organizzazione, promozione e allestimento di eventi simili? A chiederselo è Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito Democratico, in un'interrogazione presentata in Consiglio sul tema.

 

“Pur consapevoli che qualsiasi riflessione – scrive Manica – osservazione e tentativo di offrire anche un modesto contributo costruttivo viene e verrà considerata sempre dalla Giunta provinciale come un'inaccettabile critica da respingersi a priori, proviamo comunque ad approfondire alcune questioni di rilievo”.

 

In particolare, spiega il consigliere: “Risulta piuttosto originale che la Provincia, per l'organizzazione del concerto, abbia deciso di non avvalersi del proprio ente, deputato per legge e per 'mission' ad allestire eventi anche di questo tipo, preferendo invece affidarsi alle forse 'meno esperte' mani di chi invece promuove il turismo del territorio”. In poche parole: perché affidare l'organizzazione dell'evento a Trentino Marketing e non al Centro Santa Chiara, peraltro “ampiamente presidiato da una 'governance' di chiara matrice leghista”?

 

“Se è infatti vero – continua Manica – che Trentino Marketing, nel solco di quanto già fece l'Apt provinciale in passato, promuove ed organizza concerti e manifestazioni culturali in quota e nel contesto di calendari come 'I suoni delle Dolomiti', forse spingersi fuori dalla propria 'mission' e dal relativo campo di competenza promozionale (e non quindi specificatamente legata all'organizzazione dello spettacolo dal vivo) non può che esporre la committenza sul versante costi e delle condizioni contrattuali”.

 

E' alla luce di queste considerazioni che il consigliere dem sottolinea come “un coinvolgimento diretto almeno in fase di contrattazione del Centro Servizi culturali Santa Chiara”, viste le esperienze e le professionalità all'interno, avrebbe potuto rivelarsi più “congrua”, rispetto al coinvolgimento di “organizzatori privati che comunque qualche interesse economico diretto, con evidente ricarico dei costi, dovrebbero pur averlo”.

 

Non si capiscono insomma, dice Manica, le ragioni di una scelta che sotto ogni punto di vista risulterebbe “quantomeno stonata” posto che “il Centro Santa Chiara, peraltro ampiamente presidiato da una 'governance' di chiara matrice leghista e quindi non ostile al progetto della Giunta, dovrebbe essere lo strumento operativo principale in simili circostanze, anche in considerazione dell'improprio ruolo di 'promoter' e organizzatore di eventi che la Giunta stessa si è auto-attribuita con le scelte fin qui realizzate”.

 

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