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Razzismo al Mercatino,''Quella di Jacob? Una piccola storia ignobile, che non avrebbe meritato più di due righe sul giornale''

Pubblichiamo la lettera di Blal Adem Esmail, un ragazzo originario dell'Eritrea, a Trento da quando ha 17 anni, oggi ricercatore dell'Università di Trento che si occupa di tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile in generale

Blal Adem Esmail
Di Luca Pianesi - 11 dicembre 2018 - 11:30

TRENTO. Dopo la notizia che abbiamo pubblicato sabato sulla vicenda di Jacob, poi ripresa dai giornali cartacei nei giorni successivi, umiliato da un volontario del servizio di controllo del Mercatino di Trento perché nero, tante sono state le reazioni (dagli organizzatori dell'evento alla politica).

 

Oggi pubblichiamo una lettera di Blal Adem Esmail, un ragazzo originario dell'Eritrea, a Trento da quando ha 17 anni oggi ricercatore dell'Università di Trento che si occupa di tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile in generale. ''Che dire - spiega - quella di Jacob è una piccola storia ignobile che non avrebbe meritato più di due righe sul giornale'' ricordando la bellissima canzone di Francesco Guccini

 

 

Ho letto con dispiacere quanto accaduto a Jacob - ingegnere, originario del Congo, a Trento da 17 anni - ai Mercatini Natalizi di Trento; allo stesso tempo, ho molto apprezzato la pronta risposta da parte delle autorità competenti e i messaggi di sostegno espressi da diverse persone.

 

Dopotutto però la storia di Jacob non è poi così grave: si tratta di una serata con amici “rovinata” da un vigilantes un po’ “razzista”. Una cosa da nulla in tempi in cui una serata in discoteca può concludersi tragicamente portando via giovani vite innocenti, colpa anche di una mancata garanzia di sicurezza da parte dei gestori. Se poi si confronta la disavventura di Jacob con quella dei 40 richiedenti asilo dal Pakistan, tristemente allontanati da Trento, appare quasi come un piagnucolio imbarazzante.

 

Ancora un volta, la delusione di Jacob sbiadisce di fronte a quella delle centinaia di immigrati che, dopo oltre dieci anni di vita e lavoro in Italia, stavano aspettando con ansia l’esito della loro richiesta di cittadinanza e che invece, grazie al nuovo Decreto Sicurezza, dovranno aspettare non più due ma altri quattro anni prima di raggiungere il loro sogno di essere italiani.

 

Che dire, vedendo situazione generale, la storia di Jacob non avrebbe meritato più di due righe sul giornale; insomma, una “Piccola Storia, Ignobile”.

 

 

 

 

Eppure sono convinto che sia utile e necessario dare la giusta pubblicità anche a storie come quella di Jacob (io ne avrei una decina da raccontare) proprio perché toccano direttamente la coscienza di tutti quanti noi. Se da una parte è vero che non possiamo cambiare la situazione generale, dall’altra, tutti quanti siamo in grado, nel nostro piccolo, di prenderci cura del nostro prossimo, garantendoci a vicenda quantomeno il beneficio del dubbio, perché no, addirittura regalandoci un sorriso.

 

Ecco, regalare un sorriso ai propri fratelli e sorelle non costa molto. Immagino che la delusione di Jacob sia dovuta proprio a questa sua aspettativa di rispetto e di Amore da parte del prossimo, perché soldi da spendere al Mercatino, almeno lui, ne aveva. Come Jacob, credo che neanche io ho voglia di rinunciare al sorriso dei miei concittadini: dai miei vicini di casa, ai colleghi di lavoro, al barman, fino alla cassiera del supermercato.

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