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Rovereto, dalla bufala che i cani non possono bere dalle fontane alle regole sull'igiene: ecco il nuovo regolamento

Un quotidiano locale ha semplificato una norma del nuovo regolamento comunale dando il via, sui social, a proteste e critiche. La realtà, però, è molto più semplice e di buonsenso. Ci sono poi riportati il valore della pazienza, quelli sugli atti osceni e in generale le buone regole di comportamento

Di Luca Andreazza - 20 agosto 2018 - 13:10

ROVERETO. Tutti contro il Comune, soprattutto per il passaggio che vieterebbe ai cani di poter bere dalle fontane. La protesta divampa sui social perché su un quotidiano cartaceo è stato riportato che nel nuovo regolamento del comune di Rovereto sarebbe scritto che ''non si può far bere i cani dalle fontane pubbliche''. Una frase riportata in forma incompleta che dà un senso completamente diverso da quello che in realtà è reale significato della norma. L'articolo 4, comma "m", infatti, specifica che non è consentito "far bere animali direttamente dall’erogatore di fontane pubbliche ad uso potabile". Cioè non si può far attaccare alla canna della fontana l'amico a quattro zampe, una semplice indicazione di buonsenso e di igiene minimo.

 

"Aggiornare i regolamenti esistenti, spesso non più rispondenti a necessità mutate nel tempo per costruire le basi di un nuovo patto con i cittadini", queste le parole usate da Francesco Valduga, sindaco di Rovereto, nell'editoriale del notiziario della città della Quercia, che aggiunge: "Un patto in cui ciascuno mette il proprio impegno a costruire una comunità che persegue la pacifica convivenza".

 

In totale sono quarantadue gli articoli nel quale l'amministrazione comunale stabilisce le attività proibite a Rovereto, come gli schiamazzi notturni, igiene e decoro, pubblica quiete, sicurezza urbana, mestieri ambulanti, aree e parchi (Qui il Notiziario completo).  

 

"Si è lavorato per un impianto mirato a disciplinare i rapporti di convivenza - aggiunge il primo cittadino - semplificando e rendendo più chiare norme che sono spesso distribuite su svariati regolamenti comunali. Fare sintesi tra le norme esistenti, chiarire e soprattutto normare problemi non disciplinati per affrontare le problematiche della sicurezza urbana".

 

Questo regolamento è stato annunciato fin dall'inizio dell'amministrazione Valduga e due anni fa si è svolta una, poco partecipata, consultazione online, quindi è arrivata la stesura e ora la comunicazione nel Notiziario comunale.

 

"Il precedente regolamento di polizia urbana, ancora in vigore, risale al gennaio 1925. Nel frattempo - evidenzia Valduga - è stato più volte modificato e integrato con allegati e ordinanze, ma è evidente che presenta un contenuto e un impianto normativo in gran parte non più rispondente alle mutate condizioni di vita della cittadinanza".

 

Un regolamento che deve ricevere il via libera in sede di Consiglio prima di diventare realtà. La discussione è prevista per il prossimo autunno e se tutto procede senza intoppi il 2019 si apre con nuove norme per una pacifica convivenza.

 

"In questo lavoro c'è anche il valore della pazienza - prosegue il sindaco - vivere pacificamente significa riconoscere ambiti diversi di libertà: accettarli, considerarli parti di un gioco sociale in cui ognuno ha campo libero, anche se da prospettive diverse. C'è il tentativo, che deve essere rincorso da chi amministra e da chi è amministrato di dare valore alla città: lo si può fare tutti insieme con pratiche condivise. E c'è il valore dell'esempio: perché ognuno può essere di esempio all'altro". 

 

Rispetto all'attuale regolamento di polizia urbana (92 articoli in sette titoli e sette allegati), la bozza si compone di 42 articoli. A livello metodologico è stato attivato un gruppo di lavoro impegnato nel semplificare, snellireunificare la disciplina in materia.

 

"Se dovessi riassumere il lavoro che è stato portato avanti - dice il primo cittadino - direi che risponde in tutto e per tutto a quei valori che abbiamo via via indicato: c'è il valore del metodo perché si sono predisposte norme alle quali tutti potessero partecipare alla stesura con un apposita fase partecipativa. C'è il valore del dono perché il regolamento dei beni comuni norma anche quelle situazioni in cui un cittadino adotta un pezzo di città e si dona come 'gestore'".

 

 

Il regolamento per esempio vieta di soddisfare le esigenze fisiologiche fuori dai luoghi deputati, compiere atti di pulizia personale o esibire parti intime, al secolo atti osceni in luogo pubblico. Non si può campeggiare o dimorare in tende, veicoli, baracche o ripari di fortuna.

 

E' necessario rispettare i luoghi di culto, mentre non si deve avere atteggiamenti e comportamenti fastidiosi o pericolosi nei confronti degli altri, recare intralcio o pericolo al flusso pedonale o veicolare. Non si può effettuare accattonaggio, vendere merci o offrire servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri o fari o altre parti di veicoli.

 

Il regolamento sanziona inoltre l'accattonaggio, soprattutto se si esibiscono cuccioli di qualsiasi specie di età inferiore ai 180 giorni, ma anche cuccioli lattanti da svezzare o animali in stato di incuria, denutrizione, in precarie condizioni di salute, impossibilitati alla deambulazione, sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono esposti, così come in condizioni tali da suscitare pietà.

 

Vietati anche petardi e mortaretti non autorizzati, mentre i titolari dei bar devono evitare schiamazzi e rumori, anche all'esterno dell'attività, pena la riduzione dell'orario e la sospensione dell'autorizzazione. Le sanzioni vanno dai 25 ai 500 euro a seconda delle infrazioni.

 

"Il Consiglio - conclude Valduga - voterà in autunno, ma intanto è importante che ogni roveretano li conosca per poter portare ulteriori proposte attraverso i propri rappresentanti eletti".

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