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Divieto di portare fuori il cane dopo le 20? De Col smentisce La Voce: "Discussione inutile. La deroga non è mai stata riportata in alcuna ordinanza"

Il giornale online "La voce del Trentino" ha criticato Fugatti in virtù di una supposta mancanza di deroga per portare fuori il cane dopo le 20, orario del coprifuoco fissato dall'ordinanza del 18 dicembre. Da un suo articolo è montata la rabbia di Oipa. Tale questione, però, non è mai stata competenza della Pat. Il dirigente della Protezione civile Raffaele De Col: "Strumentalizzazione senza senso. Le forze dell'ordine sanno che è comprovata esigenza. La deroga è contenuta nei Dpcm"

Di Davide Leveghi - 20 December 2020 - 13:51

TRENTO. “Non si può uscire nemmeno a portare in passeggiata i cani”. Comincia così l'articolo di giornale con cui in queste ore si è scatenata la rabbia dei padroni di cani e dei volontari di Oipa nei confronti dell'ultima ordinanza firmata dal presidente Maurizio Fugatti. La mancanza di una deroga nel documento, che espliciti la possibilità di accompagnare il cane per i propri bisogni durante le ore del coprifuoco, ha scatenato reazioni social e non solo, tanto che la stessa associazione animalista ha organizzato un sit-in in piazza Duomo per il pomeriggio di domenica 20 dicembre.

 

Presidente Fugatti, dobbiamo fare la pipì anche dopo le 20 – scrivono gli organizzatori nella pagina dell'evento – perché non ci lascia uscire fino alle 22 come nel resto d'Italia? E chi è a casa con Covid, assistito da volontari che portano fuori il cane dopo le 20, perché i volontari lavorano fino a sera?”.

 

La questione, infatti, riguarderebbe non solo i proprietari di cani ma anche chi, come Oipa, offre un servizio ai malati di Covid, portando a spasso gli animali delle persone costrette a rimanere in casa perché in isolamento o quarantena o perché in ospedale ricoverate. Il periodo a cui si fa riferimento è quello che intercorre fra l'entrata in vigore della nuova ordinanza (19 dicembre) e l'entrata in vigore del decreto leggenella giornata di venerdì il presidente Fugatti, dopo l'uscita del decreto nazionale, ha infatti annunciato un passo indietro, con possibile altra ordinanza in vista per annullare la vigente.

 

La loro rabbia è montata in virtù di supposti episodi che hanno visto in queste ore le forze dell'ordine rispedire a casa dei padroni usciti dopo le 20, e ripresi dal giornale in questione. “Com'è possibile un'ordinanza del genere? - chiede animosamente la delegata per Oipa Trento Ornella Dorigatti – qui c'è un vuoto giuridico, perché fino a quando questa ordinanza non verrà tolta non si prevede alcuna deroga per i padroni dei cani che devono uscire per portarli a fare i bisogni”.

 

L'aspetto sorprendente di questa storia, se vogliamo, non sta tanto nella notizia quanto nella fonte. A lanciare l'allarme per la condizione dei cani dopo le 20 in Trentino è infatti “La voce del Trentino”, per una volta, a quanto pare, spintasi a criticare Fugatti e la giunta per una disposizione considerata senza senso.

 

Paradossalmente, tuttavia, tale critica sembra arrivare su una questione senza fondamento - questa invece non è proprio una novità. A dirlo è il dirigente generale della Protezione civile Raffaele De Col, nominato dalla stessa giunta e ormai punto di riferimento sui temi riguardanti le misure per il contenimento del contagio, il quale, raggiunto dal nostro giornale, liquida rapidamente la vicenda come “un'inutile discussione”.

 

Non c'è mai stata ordinanza che prevedesse una deroga per portare fuori il cane – esordisce – è una questione di competenza del Dpcm e normata dallo stesso, non di un'ordinanza provinciale. Se il cane deve fare i bisogni dopo le 20, non c'è nessuno che lo impedisce, essendo una comprovata necessità. I controlli delle forze dell'ordine, tra l'altro, sono strutturati. Gli operatori sanno che i cittadini possono uscire con il cane se deve fare i propri bisogni, altra cosa è uscire anche con il cane senza alcuna motivazione valida”.

 

Mi sembra un'inutile discussione, una strumentalizzazione senza senso. Si può uscire infatti per comprovate esigenze, tra cui figura anche il portare fuori il cane per i bisogni”, conclude.

 

La scelta di dare addosso alla giunta da parte del giornale online in questione è caduta dunque su uno dei pochi casi in cui la giunta non ha avuto colpe. Quando si suol dire, mancare il bersaglio.

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