''Niente personale e cani da guardiania e si lamenta delle predazioni?'', la Lav contro il gestore di Malga Tuena: "La Pat verifichi che misure di prevenzione sono adottate"
L'intervento dell'associazione dopo la testimonianza raccolta da il Dolomiti. La Lav: "La Provincia di Trento effettui verifiche puntuali sul territorio affinché tutti gli allevatori adottino sempre le misure di prevenzione dalle predazioni al fine di realizzare una pacifica coesistenza tra i grandi carnivori e le attività umane che si svolgono sul loro territorio"

TRENTO. “Ogni pretesto è buono per fomentare l'isteria anti lupi e orsi”. Usano queste parole a rappresentanti dell’area Animali Selvatici della Lav per commentare la decisione del gestore di malga Tuena che, come raccontato da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), ha concluso la stagione di alpeggio in anticipo a causa delle troppe predazione subite e della chiusura della strada che conduce al pascolo per lavori di messa in sicurezza.
“Il gestore della malga – spiega la Lav - non ha perso l’occasione per additare anche i grandi carnivori quali responsabili del rientro anticipato della monticazione in quanto, a suo dire, quest’anno avrebbe subito diversi attacchi alle mucche e agli asini allevati, senza specificare quanti né quale predatore li avrebbe compiuti”.
Nonostante non vi fossero cani da guardiania a protezione degli animali, l’allevatore afferma che quest’ultimi erano all’interno di una recinzione elettrificata e che i suoi collaboratori visitavano ogni sera il pascolo.
"Gli animali fino a qualche giorno fa li tenevo in un grande pascolo a un'ora e mezza da qui - ha riferito il gestore intervistato da Il Dolomiti -. Senza cani da guardiania. Non posso permettermi di avere altri 6 cani oltre a quelli che già mi guardano le capre in malga per difendere mucche e asini lontano da noi, perché avrei sicuramente dei problemi con chi va con il cane in montagna o con escursionisti o ciclisti indisciplinati".
La Lav nel suo intervento spiega che “nei Rapporti Grandi Carnivori redatti negli scorsi anni dal Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento, non si trova alcun riferimento all’istallazione di recinzioni elettrificate a malga Tuena, un’operazione che in genere viene, giustamente, menzionata e valorizzata all’interno di questi documenti”.
Il dito viene puntato anche contro “la mancanza della sorveglianza continuativa del personale e dei cani da guardiania” che risulterebbe “incomprensibile – viene spiegato - per un’attività che, sempre a quanto si legge nei Rapporti Grandi Carnivori, ha beneficiato del progetto Life Livestock Protect promosso dall’Unione Europea: infatti, nel 2022 e nel 2023 la malga ha usufruito di volontari per controllare gli animali allevati, oltre ad avere addirittura ospitato incontri di formazione per la gestione dei cani da guardiania”.
La letteratura scientifica, spiega ancora la Lav, “specialistica certifica che le misure di prevenzione incruente e non letali, soprattutto quando combinate, riducono drasticamente le predazioni dei grandi carnivori sugli animali al pascolo”. Lo dimostra, ad esempio, l’esperienza del vicino Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dove grazie a questo tipo di operazioni nel 2023 sono state azzerate le predazioni, ma anche gli stessi trascorsi di malga Tuena che nello stesso anno, principalmente grazie alla presenza dei cani, non aveva subito alcun danno.
“È inaccettabile avanzare scuse irricevibili per incriminare i grandi predatori e fomentare il clima d’odio ormai dilagante in tutta Italia – dichiara infine la Lav – specialmente in una malga in cui in passato le misure di prevenzione delle predazioni si erano dimostrate perfettamente efficaci”.
La richiesta che arriva dall'associazione è quella rivolta alla Provincia di Trento di “effettuare verifiche puntuali sul territorio” affinché tutti gli allevatori adottino sempre le misure di prevenzione dalle predazioni al fine di realizzare una pacifica coesistenza tra i grandi carnivori e le attività umane che si svolgono sul loro territorio.














