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''Soldi a chi diffonde pratiche raccapriccianti''. Esposto contro Trento e Bolzano per aver patrocinato il Dolomiti Pride

L'iniziativa è partita dal presidente dell'associazione Difesa dei valori e subito raccolta dai deputati della Lega Simone Pillon (nella Foto) e di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. Coinvolti altri Comuni e Regioni che hanno dato il patrocinio alle manifestazioni gay

Pubblicato il - 11 luglio 2018 - 12:01

TRENTO. Anche l'amministrazione comunale di Trento è citata nell'esposto presentato alla Corte dei Conti da Filippo Fiani dell'Associaizone Difesa dei valori. Il motivo? Aver finanziato il Dolomiti Pride. Una decisione che per l'esponente del gruppo cattolico si configura come 'spreco di denaro pubblico'". 

 

Con Trento tanti altri Enti locali, tutti colpevoli di aver dato il patrocinio, anche economico, alle iniziative che si sono svolte in numerose città italiane. L'esposto è stato infatti depositato in dodici procure territoriali ed è stato presentato ieri in conferenza stampa alla Camera. Con Fiani c'erano anche il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e il senatore della Lega Simone Pillon.

 

“Decine di Municipi a guida Pd, centrosinistra e Movimento 5 Stelle patrocinano e sostengono manifestazioni che promuovono la poligamia e la pratica barbara dell’utero in affitto. È surreale - spiega Finai al Sardinia Post, che si è interessato alla questione dato che anche Cagliari figura nelle città 'denunciate'.

 

"E' indecoroso associare il nome di istituzioni a pratiche raccapriccianti vietate dalla Costituzione italiana. Sosteniamo l’iniziativa dei promotori perché crediamo che non sia pensabile sprecare risorse per iniziative contro la legge”, hanno spiegato i deputati di Lega e FdI.

 

L’esposto, i cui dettagli sono stati resi noti dall’avvocato Francesco Vannicelli, contesta il danno erariale alle Regioni Lazio, Campania, Piemonte, Toscana e Umbria; ai Comuni di Roma, Firenze, Napoli, Catania, Torino, Milano, Trento, Bolzano Cagliari.

 

“Non possiamo accettare – conclude il deputato di Fdi – che una parte politica utilizzi le risorse pubbliche per diffondere pratiche raccapriccianti e diseducative. Chiediamo che la magistratura contabile intervenga per recuperare le risorse dai responsabili di scelte assurde”.

 

 

 

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