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Petizione di Pro Vita contro la ''teoria gender'' nelle scuole? Arcigay: ''Non esiste nessuna teoria gender, fermiamo l'allarmismo. Basta mentire sapendo di farlo"

Sono 5.942 le firme che accompagnano il documento che vorrebbe promuovere una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole” rivolto principalmente all’assessore all'istruzione Mirko Bisesti. Arcigay, per punti, prova a spiegare anche a quelli di Pro Vita perché alimentare paure irrazionali faccia solo del male alla società

Di Luca Pianesi - 27 April 2022 - 19:53

TRENTO. ''E' a dir poco inopportuno e scorretto disinformare con toni allarmistici, alimentare paure irrazionali e mentire sapendo di farlo''. Non ci stanno Shamar Droghetti, presidente di Arcigay del Trentino, Giuseppe Lo Presti, referente Famiglie Arcobaleno Trentino - Alto Adige, Mario Caproni, presidente Agedo Trentino dopo che nelle scorse ore è stata consegnata una petizione da ''cortocircuito'' di Pro vita e famiglia al presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder

 

Sono 5.942 le firme che accompagnano il documento che vorrebbe promuovere una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole” rivolto principalmente all’assessore all'istruzione Mirko Bisesti. Un testo da cortocircuito, dicevamo, anche solo nel titolo perché parlare di “liberà educativa”, chiedendo di escludere è di per sé un controsenso. Come se non bastasse poi si parla della fantomatica ideologia gender, uno spauracchio agitato dalla Destra più reazionaria per attaccare la comunità Lgbtq+. 

 

E a quanto, riferiscono, a far scattare la reazione di Pro vita e famiglia sarebbe stata la conferenza “Sei sempre tu. Come orientarsi tra generi e identità” che secondo l’organizzazione sarebbe stata promossa dall’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina. “Un evento che – spiegavano i promotori della petizione – sotto la solita maschera della lotta alle discriminazioni, celava l’ennesimo tentativo di indottrinamento Lgbtq”. ''Come sempre Pro Vita confonde i piani ed è necessario fare un po' di chiarezza - spiega Arcigay del Trentino -. Posto l’indubbio diritto di ogni persona ad avere proprie idee e opinioni, è invece a dir poco inopportuno e scorretto disinformare con toni allarmistici, alimentare paure irrazionali e mentire sapendo di farlo. Quello che serve realmente, secondo Arcigay del Trentino e le associazioni che sul territorio si occupano dei diritti e dell’inclusione delle persone LGBTI+, è invece una legge sulla libertà educativa che includa percorsi specifici di educazione alle differenze''.

 

E quindi, ancora una volta, a fare chiarezza devono essere le associazioni con Arcigay in testa. Lo fanno per punti, nel tentativo di essere le più chiare possibili, anche per Pro Vita che pure strumentalmente soffia sul contrasto generando confusione. 

 

''No, non esiste nessuna "teoria gender". Nessuno studio scientifico al mondo - spiega Arcigay - parla di "ideologie gender" intese come teorie che negherebbero la differenza biologica tra maschi e femmine. Questo stravolgimento degli studi di genere è sbandierato dai movimenti conservatori a difesa della cosiddetta famiglia tradizionale per creare confusione e allarmismo, impedire l'avanzamento dei diritti civili e, evidentemente, anche la realizzazione delle pari opportunità tra tutti i cittadini e le cittadine''.

 

''Sì, esistono gli studi di genere (Gender Studies). Nati negli anni 70, sono un insieme di teorie che analizzano i motivi per cui a un dato genere (maschile o femminile) vengano attribuiti “ruoli di genere” specifici non strettamente legati alle caratteristiche sessuali e le implicazioni che questo comporta (ad esempio: perché determinati lavori, vestiti e colori, sport attività, sono considerati “da maschio” piuttosto che “da femmina”?)''.

 

''No, l'omosessualizzazione della società non esiste. Non si decide di diventare omosessuali o transgender, così come non si decide di diventare eterosessuali e cisgender: la cultura la usiamo per promuovere inclusione e accettazione della diversità, che è connaturata con l'essere umano come specie. Questa cultura è un obiettivo di Arcigay, di Famiglie Arcobaleno, di Agedo e di ogni associazione LGBTI+''.

 

''Quello che chiediamo - concludono Droghetti, Lo Presti e Caproni - è la realizzazione di una piena cittadinanza per le persone gay, lesbiche, bisex e transgender, il contrasto a discriminazioni, violenze e bullismo omofobico, la libertà di esprimersi per come si è senza condizionamenti. Questi sono gli obiettivi di Arcigay del Trentino, che vengono perseguiti attraverso eventi culturali, formazione nelle scuole e non solo, incontri, letture e molte altre attività aperte alla cittadinanza. La paura, i falsi allarmismi, l'intolleranza verso chi è considerato diverso generano odio e timori immotivati''.

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