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“Pronto a ogni forma di ostruzionismo contro le spinte reazionarie di Pro(triste)Vita”: il 'no' di Zanella alla petizione per “bandire 'l'ideologia gender'”

Zanella: “Se mai a qualche consigliere passasse per la testa di depositare un disegno di legge per discriminare le persone Lgbtqia+, sappia che dovrà affrontare tutto l’ostruzionismo di cui sarò capace. Ne va dei diritti e delle libertà di autodeterminarsi dei e delle giovani che abitano questo territorio. Un territorio che pare qualcuno voglia riportare ai tempi delle caverne”

Di F.S. - 27 aprile 2022 - 19:18

TRENTO. Una legge “sulla libertà educativa che escluda l'ideologia gender dalle scuole”. È questa la paradossale petizione di Pro vita e famiglia (non è chiaro infatti come il concetto di 'libertà educativa' e l'esclusione di determinate tematiche dalle scuole possano coesistere in un'unica proposta) che ha raccolto 5.942 firme e che è stato consegnata questa mattina da Luca Poli, a nome del comitato promotore, al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder (Qui Articolo). “Uno strano concetto di libertà – commenta il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella – quello di questa associazione, che presenta una petizione per restringere la libertà d'insegnamento e per legittimare una discriminazione. Difenderemo la libertà di autodeterminazione dei/delle giovani Lgbtqia+ dalle spinte reazionarie di Pro(triste)Vita”.

 

Si tratta infatti di una petizione, continua il consigliere: “Che va contro i diritti delle persone Lgbtqia+, presentata a venti giorni dalla Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, che il presidente del Consiglio provinciale, che dovrebbe rappresentare tutta la cittadinanza, ha purtroppo accolto con il sorriso”. Zanella non si dice però stupito, conoscendo “da anni la propaganda ideologica di ProVita”, mirata, dice il consigliere “ad ostacolare l'avanzamento dei diritti ed il riconoscimento delle differenze, facendo leva sul ribaltamento della realtà: si trasformano le persone Lgbtqia+ da vittime a carnefici, da persone spesso più fragili a potente lobby”.

 

A quanto pare alla base dell'iniziativa di Pro vita e famiglia ci sarebbe una conferenza (“Sei sempre tu. Come orientarsi tra generi e identità”), una serata su 'generi e identità' organizzato nel novembre scorso dal Muse in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. “La libertà d'insegnamento – ribadisce Zanella – è fortunatamente garantita dall'articolo 33 della Costituzione e non si identifica certo con la libertà di discriminare proposta da ProVita. Preoccupa invece che si faccia leva sull'articolo 20 della nostra Carta, che riconosce il diritto ed il dovere dei genitori di educare i figli, per proporre una scuola che escluda tutti quei bambini e bambine, ragazzi e ragazze con un'identità non conforme”, perché tra quei giovani potrebbero esserci anche i figli di quei 5.942 firmatari, che di certo a casa non troveranno risposte esaustive alle loro esistenze”.

 

ProVita fa spesso riferimento alla fantomatica 'ideologia gender', parlando di “indottrinamento Lgbtq”. “Educare all'inclusione per favorire la convivenza di tutte le differenze – ribatte però Zanella – non è di certo un'operazione d'indottrinamento (idea che rimanda al contagio) ma una necessaria e fondamentale azione di educazione civica che fa parte dei nuclei fondanti dell’istituzione scolastica. Non si capisce perché nella nostra società una bambina con varianza di genere, un ragazzo non binary o una ragazza lesbica debbano continuare a sentirsi esclusi e non riconosciuti come tali”. Ad essere anti-scientifico, sottolinea il consigliere, non è certo “il modello dell'identità sessuale fluida, al centro del confronto tra le donne di scienza presenti all'evento del Muse del novembre scorso” ma piuttosto “la fantomatica teoria gender, che mondi reazionari come ProVita hanno inventato per creare il mostro contro cui muovere battaglia”.

 

La stessa 'ideologia gender' contro la quale “si batte il patriarca di Mosca Kirill”, precisa Zanella: “Lo stesso che sostiene la guerra giusta di Putin contro la lobby gay in Ucraina”. In conclusione, precisa l'esponente di Futura: “Se mai a qualche consigliere passasse per la testa di depositare un disegno di legge per discriminare le persone Lgbtqia+, sappia che dovrà affrontare tutto l’ostruzionismo di cui sarò capace. Ne va dei diritti e delle libertà di autodeterminarsi dei e delle giovani che abitano questo territorio. Un territorio che pare qualcuno voglia riportare ai tempi delle caverne”.

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