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Aggressione omofoba in Trentino, Futura e Pd: ''Specchio di clima sociale e politico attuale: l'intolleranza è sdoganata con la complicità delle istituzioni''

Dopo l'episodio di Mezzolombardo, la Provincia: "Un episodio grave che va denunciato e combattuto. Dobbiamo impegnarci a contrastare ogni tipo di discriminazione, affermando la cultura del rispetto per tutti". De Preto: "Sempre le stesse parole, ma poi non si passa ai fatti e tagliano i finanziamenti per sensibilizzare la popolazione"

Di Luca Andreazza - 01 ottobre 2019 - 19:11

TRENTO. "L'episodio di Mezzolombardo è indegno di una terra accogliente e rispettosa delle diversità quale è il Trentino", queste le parole di Lucia Coppola e Paolo Ghezziconsiglieri provinciali di Futura, sull'aggressione omofoba occorsa in piana Rotaliana.  

 

I fatti si sono svolti domenica 29 settembre, una coppia gay residente a Mezzolombardo è stata inseguita da un furgone vetrato per le vie del centro abitato. Poi dal mezzo sono scese alcune persone che hanno inveito contro la coppia con frasi omofobe e minacciose

 

Un evento sul quale si è immediatamente espresso il Comitato Arcigay del Trentino (Qui articolo), ora si muove anche la politica con Futura e Partito democratico, ma anche Cgil e le associazioni universitarie. Arriva anche il commento della Provincia. "Un episodio grave - dice l'assessora Stefania Segnana - che va denunciato e combattuto. Dobbiamo impegnarci a contrastare ogni tipo di discriminazione, affermando la cultura del rispetto per tutti. Un impegno che parte anzitutto dalle famiglie e dalla società. E' giusto al tempo stesso l'impegno delle istituzioni contro ogni forma di discriminazione".

 

Secca la replica di Arcigay. "Sono esattamente le stesse parole usate per il diniego (ex post) del patrocinio provinciale alla manifestazione 'Liberi e libere di essere' (Qui articolo) - commenta il presidente Lorenzo De Preto -. Ovviamente siamo contenti per le parole, ma speriamo che poi seguano i fatti. Peccato che abbiano tagliato i fondi per contrastare l'omofobia attraverso una delibera (Il riferimento è alla "modifica dei criteri e modalità per la concessione dei contributi e la realizzazione di interventi di educazione, promozione e sensibilizzazione"). Abbiamo formalmente chiesto un incontro, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Abbiamo quindi sollecitato un confronto, anche in questo caso tutto è caduto nel vuoto. Siamo a disposizione e avremo le idee su come agire sensibilizzare le persone su queste tematiche, ma purtroppo non interessa. E' necessario aumentare la consapevolezza e responsabilizzare i cittadini verso i bisogni Lgbt+".

 

La proposta dell'assessora Stefania Segnana è quella di cancellare i finanziamenti per iniziative di contrasto all'omofobia. Insomma, dopo aver azzerato i corsi per promuovere la parità di genere, ecco un'altra picconata alla crescita sociale (e culturale) della nostra comunità (Qui articolo). "Questo è un episodio - commentano Ghezzi e Coppola - specchio del clima sociale e politico attuale, nel quale l'intolleranza è sdoganata con la complicità delle istituzioni. La Giunta ha deciso di privare i futuri cittadini degli strumenti culturali necessari a sviluppare gli anticorpi indispensabili contro l’omofobia, togliendo i riferimenti all’omofobia dai percorsi di educazione alla relazione di genere nelle scuole". 

 

Un provvedimento criticato dalle opposizioni. "Questi corsi - dicono Futura - non erano stati infatti istituiti per 'creare confusione nei bambini', espressione utilizzata dall’assessora Segnana, ma per contribuire alla formazione di un contesto sociale inclusivo, nel quale una persona possa vivere liberamente, senza dover subire pregiudizi o peggio (come nel caso di Mezzolombardo) a causa della sua identità sessuale. L'episodio mostra come l’ignoranza sia ancora diffusa e violenta, ma evidenzia anche la necessità di intervenire subito, prendendo posizione per condannare quanto accaduto e mettendo in atto, istituzionalmente, azioni concrete di contrasto all’omofobia".

 

E ora Futura interroga la giunta. "Se ritenga che episodi di questo genere - concludono Ghezzi e Coppola - debbano essere combattuti e prevenuti, anche con la diffusione nelle scuole di corsi ad hoc contro l’omofobia e se non voglia considerare dunque la possibilità di rifinanziare i corsi contro l’omofobia, strumento fondamentale per prevenire l’ignoranza e la violenza – fisica o verbale – che sembrano contraddistinguere il clima politico e sociale attuale".

 

"Prendiamo atto - commenta il Pd - di quanto le culture dell’intolleranza abbiano ormai legittimato l’insulto più volgare e quella violenza verbale che rischia sempre di essere prodromica a quella fisica nello sbigottimento di un evento inqualificabile, esprimiamo la propria piena e convinta condanna nei confronti di simili atteggiamenti evidentemente squadristi e che nelle differenze credono di poter individuare le cause del difficile momento che stiamo attraversando".

 

Prende posizione anche la Cgil del Trentino. "Siamo di fronte ad un fatto grave - spiega il segretario Franco Ianeselli - conseguenza di una società in cui, purtroppo, è ancora diffusa la discriminazione e la mancanza di accettazione delle scelte altrui. Fatti come questo destano preoccupazione e al tempo stesso, purtroppo, dimostrano quanto sia ancora necessario investire su una cultura del rispetto delle differenze. La giunta provinciale sottovaluta il problema, invece il bullismo omofobico esiste e non si risolve semplicemente facendo finta di non vedere. Al contrario serve una maggiore educazione e formazione su questi temi, partendo proprio dai giovani e dalle scuole. Non rendersi conto di ciò vuole dire semplicemente preferire una visione parziale della realtà, negandone la complessità e non garantendo le libertà di tutti".

 

Anche il mondo universitario esprime solidarietà verso la coppia aggredita a Mezzolombardo e chiede un cambio di passo alla politica. "Anche nel paradiso trentino non siamo liberi e libere di amare. La motivazione viene dagli stessi insulti omofobi rivolti dagli aggressori - commenta Sofia Giunta, coordinatrice di Udu - il fastidio di vedere due persone omosessuali, che osano camminare una di fianco all'altra. Esprimiamo vicinanza e solidarietà a quella coppia, ma anche a chiunque venga oppresso, minacciato, insultato per essere semplicemente se stesso: il diritto di una coppia eterosessuale di passeggiare per la strada senza timore di essere mortificata per il proprio orientamento sessuale deve essere lo stesso di qualsiasi altra coppia omosessuale, non binaria, o semplicemente non etero-normativa. Anche la nostra giunta provinciale dovrebbe capirlo: i corsi nelle scuole contro le discriminazioni fanno crescere i ragazzi e le ragazze con l'idea che la libertà dell'essere umano è imprescindibile nella nostra società. Diffondiamo l'idea del rispetto verso le persone, così che nel futuro episodi del genere non accadano più. Perché i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno".

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