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Studentato di Camerino, malavita e caporalato nei cantieri finanziati dalle province di Trento e Bolzano

Adrian è l'uomo che ha collaborato con Fanpage.it, accettando di indossare una telecamera nascosta per documentare – prima di un blitz dei carabinieri – le modalità di reclutamento e lavoro in un cantiere della ricostruzione. Ecco, in un video, quello che è stato scoperto 

 

Pubblicato il - 26 ottobre 2018 - 18:01

TRENTO. Lavoro nero, casi di caporalato e persino infiltrazione della malavita. Questo è quanto è riuscito a documentare Fanpage.it con una videocamera nascosta all'interno di uno dei più grandi cantieri della ricostruzione post terremoto delle Marche, a Camerino, in provincia di Macerata, dove i lavori per la costruzione dello studentato dell'Università sono finiti nelle mani della malavita grazie a un giro di subappalti.

 

I lavori del nuovo studentato sono finanziati dalla Provincia di Trento, da quella di Bolzano e dalla regione austriaca del Tirolo.

 

Alla fine di settembre la situazione era scoppiata con la denuncia arrivata dalla Cgil di Macerata e l'intervento dei carabinieri e l'ispettorato del lavoro che hanno fatto sospendere l'opera di alcune aziende e sequestrato una parte dei lotti.

 

Dalle riprese fatte da Fanpage vengono portate alla luce le azioni intraprese da alcuni imprenditori che senza scrupoli hanno speculato, in un ginepraio di appalti e subappalti, sulla pelle dei lavoratori e sulle donazioni pubbliche.

Accanto alla situazione in cui i lavoratori stranieri erano costretti a lavorare all'interno del cantiere esce anche un pericoloso intreccio con la malavita. Nel cantiere, spiega infatti Fanpage (QUI L'ARTICOLO COMPLETO), è presente anche un personaggio già noto alla magistratura: Gianfranco Gnisci Iorio, originario della Calabria e condannato per millantato credito, scoperto in flagranza in passato a ricevere mazzette da decine di migliaia di euro da un imprenditore al quale aveva promesso, in cambio, l'aiuto di un amico al vertice della Guardia di Finanza. Iorio è l'uomo che gli operai descrivono come "responsabile del cantiere" dello studentato malgrado il suo nome non risulti in nessun atto formale.

 

Ed è sempre Fanpage che, riprendendo una delibera, la numero 649, emessa dalla Provincia di Trento, chiarisce quali sono le responsabilità e gli incarichi in capo agli enti pubblici coinvolti.

 

“Per la realizzazione dell’intervento in questione – si legge nella delibera – la Provincia si impegna a svolgere tutte le attività di progettazione, appalto e collaudo dei lavori e delle forniture che compongono l’intervento, assumendo il ruolo di responsabile del procedimento e di stazione appaltante”.

 

La responsabilità, in particolare, viene affidata al dirigente generale del dipartimento infrastrutture e mobilità. “Il dirigente generale del dipartimento infrastrutture e mobilità assume il ruolo di responsabile del procedimento e per lo svolgimento dell’incarico potrà avvalersi delle strutture a lui preposte, di Apac nonché, se necessario, delle altre strutture provinciali”. Il controllo di tutte le fasi di realizzazione dell’opera, dunque, fa capo proprio alla Provincia di Trento.
 

Quest'ultima, alla fine di settembre con una nota aveva affermato che “sta collaborando con le forze dell'ordine e l'ispettorato per ottenere la massima chiarezza e la massima trasparenza su quello che è successo”. Viene inoltre precisato che “i lotti dello studentato già consegnati sono regolari e non hanno alcun problema avendo anche ricevuto le certificazioni previste”. L'attenzione è quella di verificare che le regole degli appalti siano stati tutte osservate. “Ci riserviamo di tutelare – spiega la Provincia – l'immagine della Provincia di Trento e l'attività portata avanti in favore alla popolazione colpita dal terremoto”.

 

Ad oggi il cantiere è stato dissequestrato e le ditte irregolari sono state allontanate. “Sono stati ripristinati i materiali e si è riportata la legalità – ha affermato il segretario della Cgil di Macerata Daniel Taddei – e già la prossima settimana ci sarà un'assemblea di cantiere. Le delibere, però, parlano chiaro. Il controllo era in campo alla Provincia di Trento”.

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