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Sullo scaffale spunta il lampone ''trentino'' proveniente dalla Spagna

Sant'Orsola, nonostante i roboanti annunci di qualche mese fa di crescita della produzione del mercato italiano e dell'Alta Valsugana, si trova a commercializzare piccoli frutti provenienti dall'estero. Tutto perfettamente legale ma sarebbe bello avere delle risposte

Di Luca Pianesi - 07 July 2018 - 19:10

PERGINE. Sono arrivati dalla Spagna questi lamponi trentini di Sant'Orsola. Li abbiamo trovati su alcuni scaffali dei nostri supermercati. Evidentemente l'azienda di Pergine sta avendo bisogno di acquistare alcune quantità di piccoli frutti dall'estero. Un comportamento assolutamente legale e messo in pratica da tante altre ditte, ma che contrasta con le promesse roboanti fatte nei mesi scorsi che preannunciavano aumenti di produzione in Alta Valsugana.

 

Ad aprile, alla presentazione del bilancio 2017, il direttore Matteo Bortolini spiegava agli altri giornali (perché il Dolomiti, in quell'occasione, non era stato invitato in quanto, c'era stato spiegato esplicitamente, avremmo potuto porre delle domande poco gradite in quel contesto e infatti anche il comunicato stampa su quella giornata c'era stato inviato solo due giorni dopo l'evento, quindi quando ormai era inutilizzabile, e solo dopo svariate, nostre, richieste) che soci in Calabria e in Sicilia erano al lavoro e il loro prodotto stava per raggiungere gli scaffali.

 

E si aggiungeva che forti delle produzioni di queste zone, alle quali si aggiungevano nuclei di frutticoltori anche nelle Marche, la quantità di piccoli frutti non era a rischio nonostante la brutta annata (la scorsa) per il Trentino sul piano meteorologico. Nello specifico si spiegava che nonostante le grandinate, proprio i piccoli frutti erano quelli che avevano subito meno danni e anche se il calo della frutta conferita c'era stato, era passata da 5.232 tonnellate nel 2016 a 5.061 tonnellate nel 2017, a soffrire erano state soprattutto fragole, ciliegie e mele.

 

Erano, quindi, stati presentati numeri festanti con l'aumento di 1,2 milioni di euro di liquidato agli 880 soci e si era aggiunto che ormai l'obiettivo è quello di avere una produzione lungo tutto l’arco dell’anno e quindi destagionalizzare e essere sempre presenti sul mercato.

 

Evidentemente, però, la domanda è superiore a quanto si è riusciti a produrre sul nostro territorio e così i mitici lamponi di Sant'Orsola, almeno in questo caso, sono arrivati dalla Spagna. Ci sarebbe piaciuto chiedere come mai e come stanno procedendo i progetti legati alla Cittadella dei piccoli frutti (dove tra l'altro la Provincia ha investito molti soldi) quello di sviluppo in Sicilia e in altre regioni italiane, come stanno i produttori provinciali e se non sia meglio investire risorse in una ristrutturazione della filiera produttiva locale invece che andare a colonizzare altri territori. Ci sarebbe piaciuto, ma ormai da settimane da Sant'Orsola non riceviamo risposte.

 

Non ci resta che lanciare nell'etere queste domande sperando che qualche altro giornale, più gradito del nostro ai vertici aziendali, riesca, in qualche modo ad ottenere delle risposte. Che arrivino da Pergine, dalla Sicilia, le Marche o dalla Spagna a noi va bene lo stesso. 

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