La Fem ha venduto i diritti su alcune varietà di mirtilli e lamponi per 856mila euro, Zeni: “Comprate dalla concorrenza estera”
Un’impresa straniera si è accaparrata l’esclusiva su alcune varietà di mirtilli e lamponi prodotti dalla Fem. Il consigliere Pd Zeni: “Da un lato finanziamo la ricerca e dall’altro consentiamo la vendita dei suoi risultati a chi dall’estero fa concorrenza alle nostre aziende”. La replica dell’assessore allo sviluppo economico

TRENTO. Sono 856.000 gli euro incassati dalla Fondazione Edmund Mach per alcune varietà di mirtilli e lamponi adatte alla coltivazione nei Paesi dell’area mediterranea. La Fem infatti ha venduto i “diritti di privativa varietale del selezionatore” a un importante imprenditore privato straniero. Un risultato raggiunto grazie al grande lavoro (durato quasi vent’anni) dei ricercatori osserva il consigliere provinciale del Partito Democratico, Luca Zeni, che però non manca di far notare come a beneficiarne sia un’azienda estera.
“L’operazione commerciale desta qualche perplessità” commenta Zeni che sottolinea la “pericolosa concorrenza” ai danni dei produttori di piccoli frutti in Trentino. “Se la ricerca della Fem è di assoluta rilevanza scientifica, l’averne venduto le royalties a un produttore straniero, che immetterà sul mercato prodotti che andranno in evidente concorrenza con le produzioni trentine, non sembra essere una delle soluzioni più brillanti che si potevano escogitare”.
Dal canto suo l’assessore allo sviluppo economico, Achille Spinelli, ricorda che nel 2006 la Fem ha partecipato alla costituzione del Consorzio Innovazione Frutta (Cif), una società consortile a responsabilità limitata, di cui detiene il 32% del capitale sociale mentre la maggioranza è detenuta dall’Associazione produttori ortofrutticoli Trentini (Apot).
“I produttori locali di Apot – tramite il Cif, afferma Spinelli – hanno partecipato attivamente alla scelta del partner straniero in questione e alla decisione sull’opportunità o meno di concludere contratti di sviluppo e valorizzazione con tale partner”. Come riporta Spinelli il Cif ha negoziato direttamente con l’azienda straniera e stipulato (nel dicembre 2014), “nell’interesse di Fem”, due contratti per l’accesso ai risultati del miglioramento genetico del mirtillo e del lampone di Fem. A fronte della concessione del diritto esclusivo di testing e valorizzazione limitato ai soli territori di Spagna, Portogallo e Marocco, l’azienda straniera ha pagato al Cif la somma di 300.000 euro come anticipi di royalties. Soldi che sono poi entrati nelle casse di Fem al netto di una quota di gestione trattenuta dal Cif, pari all’8% di quanto ricevuto, un corrispettivo per l’attività di intermediazione.
Più precisamente i contratti con l’azienda straniera si sostanziano in una licenza di accesso al materiale di miglioramento genetico di mirtillo e lampone prodotto dalla Fem, concessa all’azienda dietro il pagamento di una quota annuale per valutare sul campo il materiale. Poi l’azienda potrà opzionare eventuali varietà ritenute di interesse commerciale per questi territori. “Questo impegno – evidenzia Spinelli – ha quindi una valenza territoriale limitata e non incide in alcun modo sulle prerogative di sviluppo e valorizzazione nel territorio italiano che rimangono nella piena disponibilità di Fem così come per gli altri territori non coperti da vincoli contrattuali”.
“Nessun ente – dichiara l’assessore – può ritenere sostenibile fare miglioramento genetico esclusivamente per una regione, tanto più se quel territorio produce lo 0,13% del prodotto mondiale, come nel caso del mirtillo, ma il miglioramento genetico deve rispondere a quante più necessità del mondo produttivo globale, producendo biodiversità e varietà migliorate per quel territorio certamente, ma possibilmente per il mondo intero, soprattutto in un’ottica di rilevanti cambiamenti climatici”. Secondo Spinelli però non ci sono comunque rischi per la concorrenza anche per via della finestra produttiva di questi frutti. “Il mirtillo gigante trentino va da giugno a settembre, mentre nel sud Europa le produzioni iniziano tra gennaio e febbraio e terminano a fine maggio, non rappresentando di fatto il benché minimo rischio di concorrenza in termini temporali di produzione”.














