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Piccoli Frutti, raccolta a rischio senza la manodopera straniera. Coldiretti: ''Decreto flussi in ritardo, ormai è una corsa contro il tempo''

In Trentino sono circa 1600 i lavoratori stranieri che arrivano attraverso il decreto Flussi che però il Governo non ha ancora pubblicato. Fiamozzi: "L'urgenza è per la raccolta dei piccoli frutti. Ci servono questi lavoratori"

Pubblicato il - 15 marzo 2019 - 16:12

TRENTO. Senza la pubblicazione a livello nazionale del decreto flussi che regola l'arrivo degli immigrati per l’impiego stagionale, anche il Trentino, come altre zone d'Italia, rischia di non avere sufficiente manodopera per la raccolta dei piccoli frutti.

 

A lanciare l'allarme il direttore di Coldiretti Mauro Fiamozzi. La situazione è stata evidenziata a livello nazionale ed è un problema che potrebbe danneggiare in maniera grave la raccolta dei frutti che inizierà a breve.

 

“Serve a tutti – spiega Fiamozzi – e quest'anno il decreto flussi ci permetterà di richiedere lavoratori extracomunitari che da tanto vengono in Trentino per la raccolta dei piccoli frutti e per la raccolta delle mele e che quindi già conoscono le zone”.

 

Nella nostra Provincia, per il settore agricoloquello turistico, sono circa 1600 i lavoratori che arrivano tramite il decreto flussi. Si tratta di lavoratori che vengono messi in regola e che sono fondamentali per aiutare le aziende agricole nel lavoro di raccolta.

 

“I problemi in Trentino – ha spiegato il direttore di Coldiretti – non riguardano la raccolta delle mele che ha tempi più lunghi ma l'urgenza è per i piccoli frutti la cui raccolta da noi inizia in aprile”.

 

A tutti gli effetti quest’anno si sta verificando un forte ritardo nella partenza del decreto flussi e questo è confermato anche dal fatto che nel 2018 era iniziato il 31 gennaio. Il provvedimento regola l’arrivo dei lavoratori dall’estero e, prima che le domande possano venir accettate, trascorrono settimane di tempo.

 

La burocrazia anche in questo caso non manca. Per i lavoratori serve il nullaosta dello sportello unico per l’immigrazione, il parere della questura e dell’ispettorato del lavoro oltre al rilascio del visto di ingresso da parte dell’ambasciata. Un procedura che di certo non è rapita e sicuramente non semplice nemmeno per le aziende.

 

La maggior parte dei lavoratori extra Ue che arrivano in Trentino provengono da Moldavia, Ucraina, Albania, Marocco e Turchia.

 

“Abbiamo già sollecitato a livello nazionale – ha spiegato il direttore di Coldiretti Trentino, Mauro Fiamozzi - per lo sblocco del decreto. Le aziende agricole hanno bisogno di queste persone che conoscono il lavoro. Ormai siamo ad una corsa contro il tempo”

 

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