Lavoratori vaccinati con Sputnik e senza green pass, la preoccupazione delle aziende agricole. Coldiretti: ''Serve subito un piano, difficilissimo trovare manodopera''
Sul nostro territorio sono circa 15 mila i lavoratori stagionali e due terzi provengono dall'estero. Gianluca Barbacovi: "E' fondamentale far approvare la legge flussi che permette di reperire lavoratori anche da fuori Europa. E serve anche trovare alcuni strumenti agevoli per l'assunzione di disoccupanti e studenti”

TRENTO. L'obbligo del Green pass è scattato anche in agricoltura e sono diverse le aziende agricole costrette a fare i conti con lavoratori stagionali che non vogliono vaccinarsi oppure con addetti stranieri che provengono da Paesi che hanno autorizzato il vaccino russo o quello cinese che non consentono di avere la certificazione verde.
Una situazione che ha pesato in alcune aziende anche trentine che proprio in queste settimane stanno terminando la raccolta. “Fortunatamente – ci spiega il presidente di Coldiretti, Gianluca Barbacovi - abbiamo terminato la vendemmia e siamo verso il completamento anche delle altre raccolte a maturazione tardiva. Abbiamo certamente avuto delle preoccupazioni con l'introduzione del green pass da parte di diversi agricoltori perché avevano il personale, soprattutto quello proveniente dalla Romania, senza vaccinazioni oppure che non voleva vaccinarsi o ancora che aveva ricevuto il vaccino russo non riconosciuto in Italia”.
Sul nostro territorio sono circa 15 mila i lavoratori stagionali e due terzi provengono dall'estero. Da qui la decisione, per affrontare questo problema di mettere in campo, per i lavoratori agricoli stagionali, in particolare stranieri, la Provincia Autonoma, l’Apss e la Federazione trentina della cooperazione, un piano per agevolare la vaccinazione e i tamponi al fine di consentire loro di ottenere il Green Pass. Un servizio che tenga conto delle esigenze delle aziende e riduca gli spostamenti dei lavoratori.
Particolare preoccupazione da parte della Coldiretti deriva ora dalla mancanza generale di manodopera. “Per il prossimo anno dobbiamo fare qualcosa – spiega Barbacovi – perché è diventato davvero difficile trovarla. E' fondamentale far approvare la legge flussi che permette di reperire lavoratori anche da fuori Europa. E serve anche trovare alcuni strumenti agevoli per l'assunzione di disoccupanti e studenti”.
Un problema quello della mancanza di manodopera in agricoltura che però non è nato di recente.
“Fino al 2017 – spiega il presidente di Coldiretti – non vedevo grossi problemi ma poi con il passare degli anni è sempre stato più difficile trovare i lavoratori e trovare manodopera qualificata. Molti lavorato stranieri che venivano nel nostro territorio per la raccolta hanno scelto di lavorare nelle crociere, alcuni sono andati in Germania e altri sono rimasti nel proprio paese dove l'economia sta ripartendo un po' alla volta”.
Infine la necessità di pensare già oggi per il prossimo anno. “Abbiamo bisogno subito di metterci al lavoro perché un progetto per reperire manodopera serve e non possiamo più aspettare”.













