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| 11 lug 2018 | 19:51

Tagliate le gomme dell'auto dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti di Trento. La direttrice: ''Atto intimidatorio, ma non ci fermeranno''

Non è la prima volta che l'associazione viene presa di mira. Già in passato, per ben tre volte, qualcuno era riuscito ad entrare nella sede per devastarla

Tagliate le gomme dell'auto dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti di Trento
di Redazione

TRENTO. E' l'ennesimo atto intimidatorio quello  subito la scorsa notte l'Associazione Famiglie Tossicodipendenti di Trento che questa mattina si è trovata con due ruote dell'auto di servizio tagliate.

“Abbiamo già sporto denuncia presso i Carabinieri – ha spiegato la direttrice Paola Meina – ma ormai siamo perseguitati da queste situazioni che non considero dei vandalismi ma dei veri e propri atti intimidatori visto che avvengono ormai in maniera frequente”.

 

L'auto danneggiata si trovava parcheggiata nei pressi degli alloggi che ospitano le persone seguite dall'associazione. Le ruote, posteriore  e anteriore del lato destro, sono state tagliate in tre punti. La stessa auto era stata presa di mira un po' di tempo fa quando qualcuno, con una bomboletta, aveva scritto sopra il logo dell'associazione la parola “Assassini”.

Non è la prima volta che l'associazione Famiglie Tossicodipendenti è vittima di simili situazioni. Già in passato, per ben tre volte, qualcuno era riuscito ad entrare e devastare la sede in via Verruca.

 

“Io lavoro con le persone tossicodipendenti da moltissimi anni – ha affermato la direttrice Meina – e a mio parere gli autori di queste situazioni non credo siano loro. Chi ha problemi con la droga si porterebbe via tutto quello che trova e che può vendere mentre nei casi che ci hanno riguardato hanno solo fatto danni e basta”.

Un anno fa, il 10 luglio, l'associazione aveva invitato le massime autorità trentine perché si prendesse in considerazione, con concreti ed indispensabili aiuti, il lavoro che l'Associazione svolge per "gli ultimi" : drop-in sociale, Punto donna, alloggi di prima accoglienza e reinserimento per soggetti con dipendenze patologiche. Un invito che era stato ripreso anche a marzo di quest'anno dopo i danni che erano stati fatti alla sede. “Noi lavoriamo in rete con tutti i servizi e stiamo portando avanti molto bene anche il lavoro con il Serd. Avremmo bisogno – aveva detto la direttrice - di maggiore attenzione da parte delle istituzioni e, visto la paura che c'è ora, anche una maggiore protezione da parte delle forze dell'ordine”.

Da allora, però, sono arrivate tante parole e promesse ma di fatto praticamente nulla.

 

“Il 'vandalismo' di oggi – viene spiegato con una nota del direttivo dell'associazione - lo accogliamo come un segnale per non abbassare la guardia. Di sicuro non ci fermerà nel portare avanti il nostro lavoro e nell'aiutare le tante persone che hanno bisogno”

 

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