Torna l'ora solare, questa notte lancette indietro. Ma potrebbe essere una delle ultime volte
Quasi cinque milioni di cittadini dell'Unione hanno risposto a una consultazione per abolire il passaggio tra ora legale e ora solare. A esprimersi favorevolmente il 76%. La proposta sarà discussa prima dagli altri organismi comunitari e poi eventualmente dai singoli Stati

TRENTO. Alle 3 della notte tra sabato e domenica si dovranno spostare un'ora indietro le lancette degli orologi. Tra gli effetti che si vedranno la prossima settimana ci sarà il tramonto del sole un’ora prima e più luce alla mattina.
Secondo le stime preliminari registrate da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell'ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l'uso della luce artificiale, l'Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowatt ora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate.Considerando che nel periodo di riferimento un kilowatt ora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a circa 111 milioni di euro.
Nei mesi di aprile e ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio.
Questa però potrebbe essere l’ultima volta: a fine agosto il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, aveva annunciato di voler abolire il cambio. La proposta sarà discussa prima dagli altri organismi comunitari e poi eventualmente dai singoli Stati. Quasi cinque milioni di cittadini dell'Unione hanno risposto a una consultazione, promossa tra luglio e agosto scorsi dai Paesi nordeuropei, capeggiati da Polonia e Finlandia, per abolire il passaggio tra ora legale e ora solare. A esprimersi favorevolmente il 76%.













