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Tremosine, i boschi continuano a bruciare. 30 ettari in cenere. Canadair (VIDEO) ed elicotteri in azione

L'incendio non si è placato durante la notte e anche se il fronte pare essersi fermato a una lunghezza di 800 metri le operazioni di spegnimento restano molto complicate. Cenere arrivata a Pieve di Ledro e Bezzecca

Pubblicato il - 17 agosto 2018 - 11:01

TREMOSINE. Non si placano le fiamme che stanno divorando un'ampia porzione di bosco  da ieri mattina (QUI ARTICOLO) a Tremosine nell'Alto Garda anche se il fronte pare cominciare ad essere più circoscritto. In azione i Canadair che da ore continuano a rifornirsi nel Garda per poi risalire in quota e sganciare il loro carico d'acqua sul fuoco che anche nella notte non ha dato tregua alla zona sopra Vesio e Villa andando a bruciare circa 30 ettari di bosco.

 

(Video Albergo La Fiorita Limone sul Garda) 

 

Il fronte delle fiamme resta esteso per circa 800 metri e fondamentale è il lavoro dei vigili del fuoco (di Salò, Tremosine e i permanenti) impegnati in queste ore per evitare che l'incendio si espandere ulteriormente. Mancando, infatti, l'acqua nell'acquedotto comunale sono i pompieri con un continuo via vai di autobotti a garantire un costante rifornimento necessario per poter continuare l'opera di contenimento e spegnimento.

 

E all'opera dall'alto ci sono anche gli elicotteri.

 

(Video Facebook Amici di Tremosine)

 

 

Il fumo continua ad essere ben visibile sia dal Lago che dalla Val di Ledro. Questa mattina molti cittadini di Pieve e Bezzecca hanno trovato cenere sui balconi e sulle finestre. Sulle cause il sindaco Battista Girardi ha spiegato che sarebbero da ricondurre a un focolaio presente in zona già da qualche giorno, riattivato dal vento di ieri.

 

(sotto l'incendio visto da Pieve, Foto Facebook Spallanzani, Amici di Tremosine)


 

Qualche giorno fa, infatti, sarebbe caduto un fulmine proprio nel punto da dove è ripartito l'incendio e nonostante l'intervento di spegnimento con gli elicotteri fosse andato a buon fine probabilmente delle braci erano rimaste vive e si sarebbero riattivate con il vento secco e caldo di ieri. Ipotesi, ovviamente, che andranno confermate, poi, a operazioni concluse dagli organi inquirenti anche perché la zona non è nuova a incendi anche catastrofici come quello capitato lo scorso autunno o a gennaio 2017 quindi l'attenzione resta sempre molto alta.

 

 

 

 

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