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| 06 nov 2018 | 19:08

Turisti del selfie delle disgrazie ed escursionisti curiosi, l'appello è per tutti: ''Evitate le zone flagellate dal maltempo, non siate d'intralcio''

Veneto Strade Spa e l'assessore alla protezione civile Bottaccin sono stati chiarissimi con le tante persone che si stanno recando sui luoghi del disastro per fare foto e arricchire le loro pagine Instagram e Facebook. In Trentino è la Sat a comunicare che: ''Ci sentiamo inoltre di sconsigliare le escursioni anche per non rischiare di essere d'intralcio alle squadre della Protezione Civile''

Turisti del selfie delle disgrazie ed escursionisti curiosi, l'appello è per tutti

TRENTO. Da un lato la Sat che invita gli escursionisti ''a valutare attentamente e con responsabilità l'opportunità di intraprendere ovunque escursioni lungo i sentieri''. Dall'altro ci sono l'assessore alla protezione civile del Veneto Bottacin e la società Veneto Strade Spa che raccomandano: “Ci segnalano che su molti tratti ci sono i cosiddetti 'turisti del selfie delle disgrazie'. Vietato recarsi nei luoghi devastati se non per ragioni di soccorso”. Insomma, il messaggio, da entrambi i lati del confine è chiaro: state a casa e lasciate lavorare chi di dovere.

 

L'eccezionalità dell'evento accaduto la scorsa settimana che ha causato morti, scoperchiato case e allagato paesi, ha anche piegato boschi e modificato vallate e sta spingendo molte persone a organizzarsi per recarsi nei luoghi dei disastri per immortalare quanto accaduto. D'altronde, purtroppo, è così. In una società dove i luoghi diventano turistici perché sono ''Instagrammabili'' e anche i politici si lasciano sui social con tanto di immagini su Facebook, quella dei 'turisti del selfie delle disgrazie' è sempre più una costante, in ogni parte del mondo.  

 

Armati di cellulare, in questo caso, percorrono sentieri e boschi per immortalare frane, smottamenti, alberi schiantati e strade devastate. Il problema è che in Veneto hanno talmente ostacolato il lavoro della macchina dei soccorsi da spingere Veneto Strade Spa a fare questo post e l'assessore della protezione civile Bottacin a riprenderlo. 

 

 

 

In Trentino le cose vanno meglio ma anche la Sat chiede collaborazione a escursionisti e appassionati della montagna. ''Frane, smottamenti, schianti di alberi, piene di rivi e torrenti - spiega la Società alpinistica Tridentina - piani di calpestìo deformati o erosi possono rendere estremamente pericoloso, se non impossibile, il transito lungo alcuni itinerari. Prima di partire per qualsiasi destinazione è necessario informarsi localmente sulle condizioni effettive di transitabilità. In caso di minimo dubbio è preferibile non avventurarsi. Le situazioni di rischio, infatti, possono manifestarsi anche a distanza di tempo dall'evento che le ha innescate, anche in luoghi apparentemente immuni da sconvolgimenti del territorio e del paesaggio''.

 

''Oggi, per tutto il Trentino e senza dubbio di essere smentiti, dobbiamo nostro malgrado parlare di rischio diffusoLe nostre sezioni - prosegue la Sat - con i propri soci volontari, stanno iniziando a restituire le dimensioni del disastro che si è abbattuto sui nostri monti in così breve tempo. Ci sentiamo inoltre di sconsigliare le escursioni anche per non rischiare di essere d'intralcio alle squadre della Protezione Civile che stanno già operando in ogni vallata per ripristinare la viabilità e tamponare le più urgenti situazioni di rischio per la popolazione. Come mai accaduto in tempi recenti, le aree devastate e rese inagibili hanno superfici spesso ragguardevoli, vaste porzioni di territorio non sono ancora raggiungibili e di conseguenza non si può valutare un immediato aggiornamento delle informazioni sui sentieri chiusi''.

 

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