Accusato di violenza sessuale si difende: ''Non l'ho neanche toccata''. Il giudice non convalida l'arresto: ''Non c'è flagranza di reato''
Punto a favore della difesa, gli atti tornano alla Procura che dovrà istruire il processo. Per il Pm avrebbe allungato le mani su una ragazza di 17 anni a bordo del treno della Valsugana

TRENTO. Arrestato lunedì scorso con l'accusa di violenza sessuale, accusato di aver allungato le mani su una ragazza di 17 anni a bordo del treno della Valsugana, davanti al giudice ha negato ogni addebito dichiarandosi innocente e per nulla intenzionato ad ammettere i fatti che gli sono contestati.
Il 27enne di origini moldave, in possesso della cittadinanza europea, era stato individuato dai carabinieri di Borgo Valsugana dopo che la presunta vittima aveva raccontato l'episodio al padre della sua amica venuto a prendere le ragazze in stazione. Subito avvisati, i militari si erano messi alla ricerca del giovane, individuato poco dopo e portato in caserma.
Una grave accusa quella di violenza sessuale, che ha portato il Pm ad autorizzare l'arresto e la detenzione domiciliare in attesa dell'udienza per direttissima che si è svolta ieri. Arresto che però non è stato convalidato, con una parziale vittoria della difesa che ha evidenziato l'illegittimità della misura cautelare in mancanza di flagranza di reato.
L'uomo, infatti, non è stato 'colto sul fatto' - elemento necessario per l'arresto - ma individuato successivamente al racconto della ragazza. Il giudice, accettando la tesi della difesa, ha annullato anche il processo per direttissima. Gli atti sono stati rinviati alla Procura che dovrà iscrivere il 27enne nel registro degli indagati e avviare l'iter processuale. Nell'attesa il 27enne avrà l'obbligo di dimora nel suo comune di residenza.
L'indagato respinge le accuse, affermando di aver soltanto fatto apprezzamenti verbali, senza però aver toccato la ragazza. Versione che viene contestata dalla presunta vittima che riferisce di essere stata cinta alla vita dal ragazzo che tentava di attirarla a sé. Le versioni si confronteranno nelle prossime udienze, quando la Procura definirà le accuse e procederà con la richiesta del rinvio a giudizio.









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