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Alberi schiantati, linee elettriche a terra e vigili del fuoco che si spostano in motoslitta, giornata di lavoro per i soccorsi

Grande giornata di lavoro per la macchina dei soccorsi in buona parte del Trentino. Come previsto, temperature in picchiata, neve a quota relativamente bassa, pioggia e vento. Un inizio di maggio che porta un paesaggio invernale in moltissime zone del territorio

Pubblicato il - 05 maggio 2019 - 20:18

TRENTO. Grande giornata di lavoro per la macchina dei soccorsi in buona parte del Trentino. Come previsto (Qui articolo), temperature in picchiata, neve a quota relativamente bassa, pioggia e vento. Un inizio di maggio che porta un paesaggio invernale in moltissime zone del territorio. 

Tantissimi gli interventi del sistema di Protezione civile, entrato in azione tempestivamente per fronteggiare il maltempo. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza di rami pericolanti, rimuovere alberi schiantati e liberare le strade (Qui articolo). Non sono poi mancate operazioni per salvare le persone, come nel caso di whiteout sul passo Vezzena (Qui articolo) oppure per evacuare malga Cimana (Qui articolo).

 

Il corpo di Lavarone si è attivato, anche in motoslitta, per qualche pianta caduta e per ripristinare la linea elettrica Moar, messa a terra. La val d'Astico nel frattempo è chiusa in via precauzionale per la presenza di alberi pericolanti.

La situazione è simile, in proporzione, alla tempesta Vaia che si è abbattuta sul Nord-Est a ottobre scorso. Un territorio già fiaccato. Non solo le intense precipitazioni, ma i danni maggiori sono causati dalle fortissime raffiche di vento, che rendono ulteriormente più pericolosi gli interventi della macchina dei soccorsi, sempre operativa per far fronte all'emergenza: i ringraziamenti non sono mai abbastanza

Tanto lavoro per i vigili del fuoco di Arco, Riva del Garda e Ronzo Chienis che si sono recati sul monte Velo per rimuovere tantissime piante che non hanno retto alle sferzate del vento. Le autorità raccomandano in linea generale la massima prudenza per la possibile presenza di rami e detriti lungo le arterie, mentre la strada comunale che conduce a malga Zanga è stata chiusa all'altezza del bivio con la forestale. 

Intenso l'impegno anche dei vigili del fuoco di Storo per gestire e monitorare il territorio: alberi caduti un po' ovunque e strade di montagna nuovamente chiuse. "Costi e tempi di ripristino sono da verificare - commenta il Comune - sia per capire i quantitativi effettivi dei nuovi schianti che per gli impegni di molte ditte specializzate, occupate nei lavori legati al passaggio della tempesta dell'anno scorso. Per il momento molte strade forestali e di montagna sono chiuse e da domani saranno emanate le ordinanze nel caso in cui permangano le esigenze".

 

Tanta neve in Val di Fassa e Fiemme. Qui non si segnalano particolari criticità, ma tutto viene monitorato. La preoccupazione maggiore è concentrata sui prossimi giorni, quando il caldo scioglierà la neve e quindi potrebbe aumentare il rischio valanghe, smottamenti e ulteriori cadute di alberi. Situazioni simili tra Campiglio (diversi gli interventi del corpo di Ragoli) e la Val di Sole, senza dimenticare il Primiero e la Valsugana. Insomma, il territorio e la sua fragilità torna a diventare un osservato speciale per prevenire criticità e disagi.

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