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All'ospedale Santa Chiara si opera con il robot Da Vinci. Sarà fondamentale per la chirurgia ad alta complessità

Rispetto alla laparoscopia tradizionale il tremore fisiologico delle mani del chirurgo e i movimenti involontari sono praticamente eliminati.  L’innovativo sistema robotico è costato 2.160.000 euro, a cui vanno ad aggiungersi le spese di manutenzione

Pubblicato il - 09 dicembre 2019 - 17:23

TRENTO. Un robot che traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo. L’ingrandimento della visione 3D fino a 10 volte assicura una chiarezza e precisione nei dettagli di gran lunga superiore alla tecnica laparoscopica.

 

Al Santa Chiara arriva un innovativo robot attraverso il quale il chirurgo non opera con le proprie mani lo manovra rimanendo seduto alla console all’interno della sala operatoria.

 

Sviluppato sul concetto della “immersive intuitive interface” da Vinci Xi è l’unico sistema robotico che traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo, consentendo un controllo completo della fibra ottica e dello strumentario, semplificando i complessi movimenti della laparoscopia. Il robot consente una visione tridimensionale del campo operatorio: il chirurgo viene letteralmente “immerso” nel corpo del paziente, senza l’aiuto di occhiali o altre apparecchiature e “vive” l’intervento chirurgico dall’interno.

 

L’ingrandimento della visione 3D fino a 10 volte assicura una chiarezza e precisione nei dettagli di gran lunga superiore alla tecnica laparoscopica. Rispetto alla laparoscopia tradizionale il tremore fisiologico delle mani del chirurgo e i movimenti involontari sono praticamente eliminati.

Il carrello paziente con le quattro braccia robotiche interscambiabili montate su un’unica colonna e i sistemi di puntamento laser consentono di evitare spostamenti del paziente e del robot e di realizzare una chirurgia multi quadrante (che agisce su organi posizionati in diversi distretti anatomici), ampliando così il range e la tipologia di interventi.

 

Il nuovo robot chirurgico rappresenta uno strumento ideale per la chirurgia ad alta complessità, permettendo una grande libertà di movimento; caratteristiche che lo rendono adatto per interventi in ambito urologico, ginecologico (isterectomie) e di chirurgia generale (colecistectomia, resezione epatica, emicolectomia, surrenectomia). I vantaggi per il paziente sono notevoli: incisioni piccole e con migliori risultati estetici, minore necessità di trasfusioni, minor dolore post operatorio e riduzione dei tempi di ospedalizzazione e in definitiva una ripresa più rapida della normale attività. Da Vinci offre diverse opportunità anche dal punto di vista formativo, perché può essere affiancato da una seconda console che permette a due chirurghi di collaborare migliorando anche l’efficienza nella supervisione formativa. L’innovativo sistema robotico è costato 2.160.000 euro, a cui vanno ad aggiungersi le spese di manutenzione.

"Con questo investimento – ha sottolineato il direttore generale Bordon – diamo un forte input all’innovazione in campo chirurgico mettendo a disposizione dei nostri professionisti il miglior prodotto possibile per quanto riguarda la chirurgia robotica. Le maggiori potenzialità del nuovo sistema faranno crescere l’attività e le performance dell’ospedale, con indubbi vantaggi per i pazienti".

 

A entrare nel dettaglio delle componenti principali del robot è stato il direttore del Sop Giovanni M. Guarrera, che ha spiegato il funzionamento della console chirurgica, del carrello paziente e del carrello visione: "Il robot chirurgico consente una chirurgia più duttile ed efficace e una migliore visione tridimensionale; caratteristiche che aumentano in definitiva la precisione chirurgica, la rapidità della procedura e il ventaglio degli interventi che si possono eseguire in tutti gli ambiti. Soprattutto – ha concluso Guarrera – migliora la sicurezza del paziente".

 

In rappresentanza dei direttori delle Unità operative chirurgiche dell’ospedale il direttore dell’Unità operativa multizonale di urologia Gianni Malossini ha illustrato le diverse tipologie di utilizzo del robot, usato principalmente in urologia (58% sul totale degli interventi), in chirurgia generale (22%), e in ginecologia (18%).

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