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Alto Garda senza Primo maggio: un permesso fa saltare l’evento

Salta l’ormai tradizionale concerto al Cantiere 26, pare per un permesso consegnato in ritardo. Ma intanto su Facebook monta la polemica e c’è chi accusa il Comune di essersi messo di mezzo

Di Tiziano Grottolo - 02 maggio 2019 - 08:34

ARCO. Quest’anno niente concerto del Primo maggio nell’Alto Garda, è saltato infatti l’unico evento in programma previsto in zona. A darne l’annuncio, poche ore prima dell’evento, sono i ragazzi dell’associazione Smarmellata che gestisce il bar del centro giovani: “Siamo molto dispiaciuti nel comunicare che la giornata di domani è stata annullata per problemi organizzativi legati all'ente gestore – si legge in un comunicato apparso sui social – auguriamo a tutti e tutte di passare un buon 1° Maggio!”. I problemi a cui si fa riferimento sarebbero riconducibili ad un permesso consegnato in ritardo al Servizio di Polizia amministrativa provinciale.

 

Nel frattempo gli organizzatori incassano la solidarietà per l’evento saltato, oltre al danno pure la beffa verrebbe da dire, questo perché oltre ai soldi investiti che non saranno recuperati si aggiunge il fatto di vederli sfumare proprio durante la Festa del lavoro. Allo stesso momento sempre tramite i social monta la polemica e c’è chi, nemmeno troppo velatamente, accusa il comune di essersi messo di mezzo. Va sottolineato però come né i portavoce dell’associazione Smarmellata né i vertici di ‘Casa Mia’, l’ente che gestisce il Cantiere 26, abbiano puntato il dito contro qualcuno, anzi la mancata presenza del modulo sarebbe da imputare ad un’eccessiva burocrazia. Infatti la richiesta sarebbe già stata inoltrata alla polizia amministrativa nei giorni scorsi ma per qualche ragione la risposta è tardata ad arrivare.

 

I vari comunicati comunque non sono serviti a smorzare le polemiche, nei giorni scorsi avevano tenuto banco le lamentele sollevate da alcuni residenti per il volume troppo alto della musica durante un evento del centro giovani. Qui gli arcensi si erano divisi tra chi chiedeva maggiori restrizioni e chi invocava il diritto allo svago almeno una volta ogni tanto. Per onore di cronaca è giusto riportare come a prevalere, almeno su Facebook,

siano stati i secondi, quest’ultimi però, dopo essersi visti annullare l’evento, non hanno creduto alla coincidenza e hanno pensato all’ingerenza dell’amministrazione comunale.

Accuse respinte in toto dall’amministrazione arcense che tramite Silvia Girelli, assessora alle politiche sociali, ha chiarito la situazione: “Il centro giovani ha una deroga perenne da parte dell’amministrazione per quanto riguarda l’inquinamento acustico e ogni volta il Cantiere 26 chiede la conferma degli eventi che poi passa attraverso l’approvazione della Giunta”. Generalmente il regolamento prevede che negli spazi esterni del centro giovani la musica possa essere diffusa fino alle 22, mentre all’interno fino alle 24, con la deroga i limiti vengono posticipati di due ore. “Anche in questo caso – ha spiegato Girelli – l’ente gestore, cioè l’Apsp Casa Mia, ha presentato regolarmente la domanda per la realizzazione degli eventi, alla quale la Giunta ha dato parere favorevole, subordinato però all’autorizzazione della Polizia amministrativa”. Tuttavia fino ad oggi dell’autorizzazione nessuna traccia ciò ha spinto ‘Casa Mia’ a sospendere l’evento in via cautelativa.

 

In questo momento per via delle polemiche di questi giorni – ha voluto sottolineare Girelli – c’è un’attenzione particolare sul centro giovani, i ragazzi hanno avuto la capacità di movimentare lo spazio e renderlo vivo, non è il momento di fare le cose con incertezza”. L’obbiettivo dunque sarebbe quello di tutelare amministrazione, ente gestore e associazione da possibili sanzioni, anche se l’assessora ha comunque ribadito: “C’è la necessità di aprire una riflessione più in generale sulla prospettiva del centro giovani, gli eventi sono fortunatamente molti ma bisogna valutare in un contesto come il nostro quanto peso dare agli eventi musicali, che sono una componente importante e che personalmente difendo ma bisogna trovare un equilibrio e una mediazione tra tutti”.

 

Tutto rientrato quindi e probabilmente tanto baccano per nulla secondo l’amministrazione: “Non c’è stata nessuna premeditazione – ha concluso Girelli – solo una verifica di alcuni permessi che non erano ancora arrivati, è nostro dovere operare nella massima serenità e soprattutto nel rispetto delle regole".

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