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''Brentei, necessario un miglioramento della cucina'': ok del Parco Adamello Brenta al restyling del rifugio. Masè: ''Ma l'iter non è ancora concluso''

Il presidente: ''Mancano spazi per il riparo degli escursionisti in caso di maltempo. Rifugisti già svantaggiati dall'altitudine, bisogna garantire condizioni di lavoro adeguate''.

Pubblicato il - 26 January 2019 - 19:49

TRENTO. Restyling del rifugio Brentei (qui l'articolo): secondo il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta Joseph Masè il passaggio è necessario per andare incontro alle "esigenze dei rifugisti". Ma l'iter relativo alle approvazioni, ricorda, non è ancora terminato.

 

Il Parco, fa sapere Masè, "ha concesso in via preliminare al Cai di Monza la deroga di ampliamento nel dicembre 2017, ma il progetto definitivo, una volta approvato dalla Commissione di coordinamento provinciale, dovrà passare nuovamente in giunta esecutiva del Parco per la deroga vera e propria e poi ottenere il nulla osta dalla giunta provinciale, per tramite del Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio. Infine, sarà necessaria la concessione edilizia in deroga da parte del Comune di Tre Ville".

 

Il presidente spiega come avviene la procedura di approvazione di ampliamenti e ristrutturazioni di rifugi: "Quando arrivano sul tavolo del Parco le richieste di deroga nel caso di rifugi alpini, le valutiamo con particolare attenzione e cerchiamo, laddove è possibile, di andare incontro alle esigenze dei rifugisti. Siamo, infatti, assolutamente consapevoli dell'importante servizio che offrono ai frequentatori della montagna e delle difficoltà oggettive che sono costretti ad affrontare gestendo strutture in quota".

 

"Oltre che considerare "dovuti" gli interventi necessari per conformarsi alle normative - prosegue - acconsentiamo interventi finalizzati a garantire condizioni di lavoro adeguate. In quest'ottica, la richiesta di deroga del Rifugio Brentei è stata ritenuta del tutto ammissibile, in primis dall'ufficio tecnico ambientale e poi anche dalla giunta e dal comitato di gestione. Era necessario, infatti, acconsentire un miglioramento igienico-sanitario della cucina ed un ampliamento della sala da pranzo, assolutamente inadeguata rispetto ai posti letto e tale da costringere i gestori a fare tre turni per servire la cena ai clienti".

 

Ma non è tutto, secondo i vertici del Parco Adamello Brenta il rifugio "Maria e Alberto" nella sua struttura attuale manca anche di uno spazio per il rifugio in caso di meteo avverso: "Anche in caso di maltempo gli spazi comuni erano assolutamente inadatti ad accogliere gli escursionisti".

 

"Per questi motivi - fanno sapere dal Parco - si è ritenuto che la domanda di ampliamento fosse accoglibile. Tengo a precisare che per quanto concerne le deroghe e gli ampliamenti, il Parco può esprimersi solo ed unicamente riguardo agli adeguamenti tecnico-funzionali, anche attraverso aumenti di volume, ma non ha alcuna voce in capitolo per quanto riguarda gli aspetti architettonici ed estetici. Non sono certo la giunta o il comitato di gestione del Parco, che non ne hanno assolutamente le competenze, a decidere se l'intervento è bello o brutto. Questo compete a un'apposita commissione provinciale composta da esperti".

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