Nuova sala da pranzo con 60 posti in più e spazi riqualificati, ecco come sarà il nuovo rifugio Graffer al Grosté, al via il concorso di progettazione
Il bando è online e c'è tempo fino al 21 marzo 2024 per presentare i progetti. Facchini (Sat): "Non aumentano i posti letto. L'obiettivo è mantenere il rifugio come una struttura essenziale nei suoi servizi e attenta agli impatti ambientali, ma adeguando le tecnologie, puntando sull'efficientamento energetico e sulla gestione sostenibile dell'acqua"

GROSTE'. Una nuova sala da pranzo con 60 posti, una cucina rinnovata, servizi igienici e impianti riqualificati. Il tutto in un'ottica di razionalizzazione degli spazi, miglioramento dei servizi per gli ospiti, efficientamento energetico e gestione sostenibile dell'acqua. E' quanto prevede il bando di concorso per l'ampliamento e la riqualificazione del rifugio Graffer al Grosté.
Costruito negli anni Quaranta, subito dopo la guerra, e intitolato all'alpinista e aviatore Giorgio Graffer, il rifugio, a 2261 metri di quota, doveva servire come base per avventurarsi sui versanti selvaggi del Brenta settentrionale e per attaccare, da nord, la via delle Bocchette. Con l’arrivo degli impianti di risalita il rifugio Graffer al Grostè è tra i punti di riferimento principali per migliaia di sciatori che d’inverno affollano le piste di Campiglio. Tra i rifugi della Sat questo è l’unico ad essere aperto estate e inverno.
Il bando è stato pubblicato qualche giorno fa sul sito https://www.satrifugiograffer.concorrimi.it. C'è tempo fino al 21 marzo 2024 per presentare i progetti.
L'ampliamento riguarderà il piano rialzato, dove verrà creato un nuovo volume esterno che ospiterà una sala da pranzo con 60 posti, che si aggiungono ai 120 oggi disponibili. Non verranno aumentati i posti letto della struttura, che sono 78: “un principio, questo, che la Sat persegue da anni – spiega la presidente Anna Facchin. - Il nostro obiettivo è mantenere il rifugio come una struttura essenziale nei suoi servizi e attenta agli impatti ambientali. Ma vogliamo anche adeguare le tecnologie, puntando sulla sostenibilità e sull'efficientamento energetico e sul ciclo dell'acqua. Queste sono le direttrici su cui ci stiamo muovendo”.
Il progetto prevede che la cucina del rifugio, oggi al piano sotterraneo, venga portata al livello della sala da pranzo e del self service. Nel seminterrato troveranno posto il magazzino e il deposito. Verranno, inoltre, adeguati i servizi igienici e riqualificati gli impianti. “Durante i lavori – conferma il gestore Roberto Manni – cercherò di tenere aperto il rifugio e di garantire i servizi essenziali, magari in maniera un po' ridotta. Ma l'obiettivo è di non chiudere”.
“Questo bando vuole essere un'occasione di confronto di idee e di esperienze, di apertura a nuovi fermenti culturali, a innovazioni tecniche e tecnologiche – aggiunge la presidente di Sat Facchin. - La società degli alpinisti ha imboccato la strada dei concorsi di progettazione sui rifugi ancora due anni fa: il primo è stato quello del rifugio Pedrotti Tosa in Brenta. Questo è il secondo e prossimamente ci sarà anche il concorso per il rifugio Tonini. E' una modalità di progettazione che garantisce trasparenza, chiarezza nel processo, anonimato”.
Nel bando di concorso sono coinvolti anche gli ordini professionali degli ingegneri e degli architetti.
“Immaginare oggi un rifugio, un'infrastruttura turistica contemporanea, è una sfida che deve considerare un universo complesso e articolato fatto di architettura, paesaggio, spazio pubblico, storia, energia, sostenibilità, logistica, programma funzionale, visione del futuro, identità e carattere” commenta Silvia di Rosa, presidente dell'ordine degli ingegneri.
“Attraverso il concorso, Sat potrà decidere come trasformare il rifugio Graffer confrontando più soluzioni progettuali con una procedura del tutto trasparente, meritocratica, snella e ben organizzata – aggiunge Marco Piccolroaz, presidente dell'ordine degli architetti. - Il rifugio alpino, per la sua ubicazione, le due dinamiche e le sue implicazioni semantiche, costituisce un caso progettuale estremamente particolare, affascinante e di grande responsabilità, che ha bisogno di un'architettura di qualità”.
Intanto, tra le novità, alla sede Sat di Trento in via Manci ha aperto il “Punto Sat”, un luogo di incontro e informazione sulla montagna e sulle attività proposte dalla Società, “un luogo per incuriosire anche le persone che non ci conoscono - conclude Facchin. - Lo spazio, al piano terra della Casa della Sat, offrirà informazioni sulle modalità di avvicinamento alla montagna, sulla possibilità di farsi soci, ma si occuperà anche di coordinare le attività periferiche, mettendo in relazione le 85 sezioni del sodalizio e i 5 gruppi diffusi sul territorio”.














