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Croci celtiche e insulti sessisti contro Carola Rackete sui cartelli dei sentieri delle ‘Piccole Dolomiti’

Non si placa l’odio nei confronti della capitana della Sea Watch, vandalizzati alcuni cartelli sulle montagne al confine fra le province di Vicenza, Trento e Verona. Insorgono il Cai di Arzignano e alcuni abitanti della zona: “Anonimi vigliacchi se avete un minimo di dignità ripulite tutto”

Di Tiziano Grottolo - 22 luglio 2019 - 15:40

VICENZA. Ancora odio ai danni di Carola Rackete la capitana della Sea-Watch 3 la nave dell’omonima Ong tedesca che svolge attività di ricerca e salvataggio in mare nella zona del Mediterraneo. L’unica “colpa” della capitana sarebbe quella di aver salvato le vite di molti migranti naufragati in mare, azioni queste, che hanno catalizzato su di lei gli insulti di molte persone, spesso aizzate da alcuni esponenti politici, tra cui il ministro degli interni Matteo Salvini.

 

Rackete è salita alla ribalta delle cronache anche per aver forzato il blocco navale imposto da Salvini che ha provato più volte, senza successo, di impedire l’attracco della Sea-Watch 3.

 

Ora nuovi insulti sessisti accompagnati da croci celtiche, simbolo di riferimento della galassia neofascista italiana, sono comparsi sulla segnaletica dei sentieri montani delle Piccole Dolomiti fra le province di Vicenza, Trento e Verona, più precisamente sui monti compresi tra il Gruppo del Carega e la Catena delle Tre Croci.

 

Immediata la presa di posizione di varie realtà associative e non che si sono schierate in difesa della capitana. Da segnalare quella del Club Alpino Italiano di Arzignano che ha affidato le proprie esternazioni a un post su Facebok diffuso dalla pagina del Rifugio Bertagnoli: “Assodato che ogni Individuo umano ha un proprio pensiero, semmai è da discutere il modo di esprimerlo. ‘Individuo’ che hai imbrattato le tabelle segnaletiche del Cai, ti sembra sia il posto per esprimere il tuo pensiero? Vergognati.  Se hai un minimo di dignità ti invitiamo a prendere straccio e solvente e pulire il segno della tua inciviltà”.

 

Ancora più dura la lettera inviati da alcuni abitanti della Valle del Chiampo e inviata ad alcuni quotidiani locali in cui si condanna il grave episodio: “Questi anonimi vigliacchi hanno profanato un luogo, come la montagna, spazio di saluto, di rispetto e di tolleranza, riducendolo a luogo di odio e disprezzo per gli altri. Questo è il frutto di mesi e mesi di insulti, aggressioni e offese – continua la lettera – in spregio dei valori della nostra Costituzione e di tutte le dichiarazioni sottoscritte anche dal nostro Paese. Ci auspichiamo che certi atti e i loro mandanti, morali e materiali, vengano sempre più isolati dal contesto civile e democratico del nostro Paese”.

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