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| 03 mar 2019 | 12:50

Dichiarazioni di Salvini sul caso Peveri, affondo di Canestrini: ''Gravi perché delegittimano la Magistratura''

Il referente del Legal Experts Advisory Panel di Fair Trials International per l'Italia: ''L'imprenditore in carcere? La legittima difesa non c'entra nulla. Il vicepresidente inventa dati falsi per fini politici''

Dichiarazioni di Salvini sul caso Peveri, affondo di Canestrini: Gravi perché delegittimano la Magistratura''
Foto tratte da Facebook
di Redazione

TRENTO. Un intervento "grave perché delegittima la magistratura" e "inventa dati falsi per fini politici". È stato, secondo l'avvocato Nicola Canestrini, quello del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini sul caso dell'imprenditore in carcere perché accusato di aver sparato a un ladro. Penalista, Canestrini è referente italiano del Legal Experts Advisory Panel (Leap) di Fair Trials International, la realtà che tutela il diritto ad un processo equo per ogni accusato. Interviene dopo la presa di posizione del presidente dell'Ordine degli Avvocati trentini Andrea de Bertolini sulla riforma sulla legittima difesa in esame in Aula (qui l'articolo).

 

Poteva il ministro andare in carcere a trovare un detenuto? , ha spiegato il presidente dell'Ordine degli Avvocati, in virtù del potere ispettivo che spetta ai parlamentari.

 

Una visita alla quale sono seguite però delle dichiarazioni da parte del ministro dell'Interno ("Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile, dal mio punto di vista non doveva nemmeno entrarci", riportano le agenzie stampa) contro le quali puntano il dito gli avvocati. Se de Bertolini ha parlato di una "gestione propagandistica della politica", Canestrini fa riferimento ora alla "tripartizione dei poteri dello Stato, per quale l'esecutivo non dovrebbe esprimersi" in un caso del genere.

 

Canestrini si riferisce poi anche a una circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia datata novembre 2013 che afferma che le autorità in visita in carcere "possono visitare ogni ambiente dell'istituto, compresi quelli in cui si trovano i detenuti" e che "possono rivolgere la parola ai detenuti e agli internati al fine di rendersi conto in maniera più completa delle condizioni di vita degli stessi".

Ma, recita sempre la circolare, "tali dialoghi non possono travalicare in veri e propri colloqui e/o interviste, specialmente se vertenti sui contenuti espressamente vietati". Ancora: "In particolare (...) il contenuto dell'eventuale interlocuzione che il visitatore qualificato intenda effettuare con il detenuto non potrà mai fare riferimento alle vicende processuali del medesimo, vicende che trovano istituzionalmente altre sedi, altre autorità, altre garanzie dove e attraverso le quali essere affrontate".

 

"Come dice la circolare - afferma l'avvocato Canestrini - un ministro non può parlare del caso che riguarda il detenuto a cui si rivolge. Può portare un sostegno morale, ma non parlare del processo. E comunque non strumentalizzarlo con dati falsi: con il caso Peveri la legittima difesa non c'entra nulla".

 

Quindi esprime un commento su quanto fatto dal ministro Salvini: "Lo trovo grave perché delegittima la Magistratura, l'unico potere dello Stato che decide sulla carcerazione di una persona. E perché inventa dati falsi per fini politici".

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