"Il Procuratore conferma le minacce di Chico Forti a Travaglio e Lucarelli", il ministro Nordio risponde ad una interrogazione di Avs: "Voleva metterli a tacere"
Le parole sono contenute nella risposta ad una interrogazione che è stata presentata dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Devis Dorio, nella quale sono riportate le dichiarazioni del procuratore che ha portato avanti le indagini: “Ne veniva fuori un quadro sostanzialmente confermativo". Lo scontro con Fdl: "Siamo dinnanzi all’ennesimo caso di tentativo speculativo e di completa mancanza di rispetto di quello che sono i fondamentali principi costituzionali del nostro Paese"

TRENTO. “Un detenuto ha riferito al sacerdote Vinci Carlo che Chico Forti avrebbe chiesto a lui e ai suoi sodali di far tacere il giornalista Marco Travaglio, la giornalista Selvaggia Lucarelli ed una terza persona". Le parole sono quelle contenute nella risposta che è arrivata dal ministro della Giustizia Nordio, ad una interrogazione presentata dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Devis Dorio a seguito delle notizie uscite il 5 luglio scorso su Forti.
L'incredibile richiesta (QUI L'ARTICOLO) sarebbe stata fatta dall'ergastolano Chico Forti, rinchiuso nel carcere di Verona dopo il suo rientro in Italia, ad un altro detenuto che si trova lì in quanto accusato di truffa e rapporti con una struttura delocalizzata della 'ndrangheta. Questo in cambio di "futuri favori" da rendere nel momento in cui il trentino - condannato nel 2000 all'ergastolo in Florida per l'omicidio di Dale Pike - e stante al racconto dell'interlocutore "otterrà l'annullamento della condanna e potrebbe candidarsi persino con il centrodestra".
La vicenda era stata segnalata alla Procura di Verona, con il procuratore capo Raffaele Tito che aveva poi aperto un fascicolo "modello 45" senza indagati ne reati e delegato le relative indagini al nucleo investigativo dei carabinieri.
Ora la conferma di quello che è successo è arrivata dalle parole del procuratore che sono riportate nella risposta all'interrogazione del deputato Dorio. "Il ministro Nordio - ha spiegato - riporta integralmente le parole del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Verona".
Il detenuto contattato da Chico Forti, viene riportato nel documento, voleva in qualche maniera avvertire, riservatamente, il direttore Travaglio, affinché questi potesse prendere contromisure. “Don Carlo Vinci, persona di elevata affidabilità e serietà, si premurava di lì a poco di avvertire il direttore de il Fatto Quotidiano Marco Travaglio" viene riportato.
Dalle indagini che furono avviate immediatamente, continua il Procuratore “Ne veniva fuori un quadro sostanzialmente confermativo, ma di difficile interpretazione, che comunque sentivo necessario far prontamente conoscere a quelle istituzioni che si occupano di sicurezza inviando così copia integrale degli atti redatti nella occasione".
Ad intervenire sulla vicenda, criticando Alleanza Verdi e Sinistra è il senatore di Fratelli d'Italia, Giulio Terzi. “Siamo dinnanzi all’ennesimo caso di tentativo speculativo e di completa mancanza di rispetto di quello che sono i fondamentali principi costituzionali del nostro Paese. Il caso di Chico Forti, cittadino italiano, condannato all’ergastolo negli Stati Uniti, per un reato gravissimo, detenuto da 25 anni è divenuto celebre a seguito di grande attenzione mediatica. Gli ultimi sei mesi di pena sono stati scontati in Italia, alla casa circondariale di Verona-Montorio e prima di allora nelle carceri di massima sicurezza dello Stato della Florida, negli Stati Uniti d’America senza aver avuto alcun permesso. Esiste una sentenza di condanna, le sentenze si devono rispettare anche se non si condividono, le stesse si possono valutare con senso critico, ma il rispetto del principio della dignità sociale ed il principio personalistico devono rimanere sempre al centro della nostra considerazione” ha spiegato in una nota l'esponente del partito di Meloni.
In merito ai nuovi fatti che riguardano Forti, Terzi parla di “Un tentativo che, come in altri casi, è oramai una non inedita congiuntura sociale, dove si creano accesi dibattiti che oscurano il lungo lavoro fatto da anni dalle autorità tutte, italiane e statunitensi, per applicare la legge. Non solo, occasioni come queste rappresentano un’eclissi di quello che è un concetto costituzionale ben preciso, sancito dall’articolo della Carta, ossia il senso di umanità”.


















