Contenuto sponsorizzato

Riforma della legittima difesa, de Bertolini preoccupato: ''Pericolosa modifica che innesca un'idea di giustizia privata''

Il presidente dell'Ordine degli avvocati trentini interviene nella polemica nata dalla visita in carcere di Salvini all'imprenditore accusato di aver sparato a un ladro: ''La scriminante non c'entra. Gestione propagandistica della politica''

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 02 March 2019 - 05:01

TRENTO. L'esame in Aula della riforma sulla legittima difesa slitta a martedì 5 marzo e intanto sull'argomento è scontro tra il ministro dell'Interno Salvini e l'Associazione Nazionale Magistrati (l'ultima dichiarazione è una presa di posizione dell'Anm, un richiamo al "rispetto reciproco delle prerogative che la Costituzione assegna a ogni istituzione"). Miccia che ha infiammato gli animi erano state le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio sul caso dell'imprenditore in carcere perché accusato di aver sparato a un ladro.

 

Questo il contesto in cui interviene il presidente dell'Ordine degli Avvocati trentini Andrea de Bertolini. E lo fa esprimendo dei "seri dubbi" sulla norma in esame al Parlamento, ricordando che, per quanto riportato dalla stampa, il caso Peveri "non ha nulla a che fare con la legittima difesa".

 

Avvocato de Bertolini, il ministro Salvini poteva andare in carcere a portare la sua solidarietà all'imprenditore accusato di aver sparato a un ladro?

C'è una premessa da fare, l'accesso al carcere con poteri ispettivi è uno strumento dato a tutti i parlamentari, un presidio di garanzia per la collettività, perché il carcere sia autenticamente un luogo di risocializzazione nel quale la pena non sia contraria al senso di umanità. L'accesso al carcere è l'espressione di un diritto ed ha una funzione di garanzia: perciò è fondamentale che i parlamentari possano entrare nelle carceri italiane. Ma in questo caso ritengo si tratti di altro.

 

Una visita alla quale sono seguite delle dichiarazioni da parte del ministro dell'Interno che, secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, ha dichiarato riferendosi all'imprenditore: "Cercheremo di fare di tutto perché stia in galera il meno possibile, dal mio punto di vista non doveva nemmeno entrarci".

Per come conosco il caso Peveri, cioè dalla cronaca giudiziaria, ritengo che questa vicenda con la legittima difesa a nulla rilevi. Il caso è diverso. Per quello che a me consta non è nemmeno stata invocata la legittima difesa. Ritengo poi che su temi di un'estrema delicatezza, come questi, sia indispensabile dare una corretta informazione alla comunità.

 

Si riferisce all'esame della riforma sulla legittima difesa in Aula? Cosa ne pensa?

Va detto che c'è già una norma sulla legittima difesa nel codice penale. Una norma molto chiara che riconosce non punibile la persona che, per difendere sé o altri, sia costretta intervenire di fronte a un pericolo imminente. Il nostro ordinamento da sempre riconosce la legittima difesa come una causa di non punibilità. Ma (ed è qui il nodo) la difesa perché sia legittima deve essere proporzionata al pericolo di un'offesa ingiusta. La valutazione della proporzionalità è necessariamente lasciata ai giudici, a delle indagini ed eventualmente a un processo penale Una regola generale che vale non solo per i furti in appartamento ma per qualsiasi situazione in cui qualcuno subisca un pericolo imminente.

 

Cosa significa parlare di "proporzionalità"?

La difesa da parte della persona in pericolo deve essere proporzionata all'offesa subita; non può essere maggiore. Faccio un esempio: nel caso in cui si uccida una persona che minaccia di dare un pugno difetterebbe certamente il requisito della proporzionalità. Peraltro, già l'attuale disciplina prevede che si tenga conto delle specifiche circostanze in cui il pericolo si è manifestato e anche, per un'applicazione più ampia della legittima difesa, delle circostanze per errore supposte dalla potenziale vittima dell'aggressione. Dunque, un sistema di regole già capace di dare piena risposta alla necessità di tutelare le vittime di aggressioni ingiuste come per esempio certamente sono cittadini che subiscano intrusioni in casa da parte di criminali.

 

E la nuova legge?

La nuova legge prevede che in caso di intrusione in abitazione (o luoghi dove si esercita un'attività commerciale, imprenditoriale o professionale) la difesa anche con l'uso di armi legalmente detenute sia sempre proporzionata. A prescindere dal grado di pericolo. L'elemento di novità è l'introduzione dell'automatismo per cui è sempre giustificato l'uso delle armi. Dunque, una difesa preventiva, a prescindere, quindi anche potenzialmente solo del patrimonio. Con ciò enfatizzando il principio molto critico non tanto di una legittima difesa ma di una legittima giustizia privata. E questo è solo il primo problema.

 

Il secondo?

Il secondo profilo di criticità è dato dal fatto che la nuova legge sottrae al giudice la possibilità di valutare la proporzionalità fra la difesa e il concreto pericolo imminente. Una norma che nel porre un automatismo, a mio avviso, pone dei dubbi di legittimità costituzionale.

 

Una legge solo negativa?

Un aspetto positivo della nuova legge sta nel fatto che, in caso di legittima difesa riconosciuta, si prevede che il costo del processo e della difesa non si "scarichi" sulla persona accusata e poi giudicata innocente. In questi casi sarà possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato. Una previsione giusta per evitare un ulteriore pregiudizio a chi legittimamente si è dovuto difendere perché vittima di un'aggressione.

 

La nuova legge introduce anche un'ulteriore modifica al codice civile?

Sì, nei casi di legittima difesa, l'aggressore, se danneggiato da colui che si è difeso, non potrà più chiedere i danni ma potrà ottenere eventualmente solo un indennizzo che sarà quantificato dal giudice dopo aver valutato complessivamente quello che è accaduto. Una modifica al codice civile apprezzabile, nuovamente rivolta alla tutela di chi è stato costretto a difendersi da un'aggressione.

 

E il caso Peveri cosa ha a che fare con tutto questo?

Ritengo nulla. Si sarà potuto discutere nel processo se il colpo di fucile sia partito volontariamente o per errore, ma questa vicenda, per come è stata raccontata dalla stampa, nulla ha a che fare con la legittima difesa. È un caso diverso e l'opinione pubblica deve saperlo e riuscire a capirlo. L'uso di un linguaggio emotivo, propagandistico, non aiuta; al contrario alimenta la paura nella società e mistifica la realtà. Una corretta informazione è prioritaria e necessaria.

 

Sta dicendo che il ministro Salvini, con il suo intervento, ha fatto della demagogia?

Se il caso di cui si è occupato il ministro è stato correttamente raccontato dai media e, a oggi, non risultano smentite, ricondurlo al tema della legittima difesa è sicuramente errato. Se poi lo si usa per sostenere la necessità di un'urgente modifica alla attuale disciplina della legittima difesa ritengo sia demagogia.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 01 dicembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

03 December - 08:43

In vista delle festività natalizie il Governo ha introdotto nuove misure restrittive che fra le altre cose estendono l’effetto dei Dpcm già emanati. Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse, mentre a ridosso del Natale saranno vietati anche quelli fra Comuni

03 December - 10:17

Il sindaco di Longarone Roberto Padrin ha comunicato la decisione di sospendere l'attività scolastica in presenza fino al 12 dicembre. I troppi casi registrati nel Comune del Bellunese hanno spinto l'amministrazione a decidere "un atto a tutela di bambini, genitori, nonni e personale delle strutture" per rompere la catena infettiva. "Decisione sofferta ma l'unica possibile"

03 December - 09:42

Sono diversi gli incidenti che hanno interessato il territorio altoatesino nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 dicembre. Le abbondanti nevicate cadute sulla provincia hanno imbiancato le strade, rendendole scivolose. Interventi dei vigili del fuoco si sono resi necessari a Silandro, Naz-Sciaves e Chiusa

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato