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Dallo ''spazzacorrotti'' alla legittima difesa: gli avvocati trentini in sciopero ''contro le bugie del governo'' e la riforma del diritto penale

Canestrini: ''Deriva giustizialista, si vuol far assomigliare la giustizia penale a quella mediatica''. De Bertolini: ''Idea utilitaristica e uso improprio di processo e diritto penale''. Fedrizzi: ''Aggressione ai principi liberali dello Stato di diritto''

Foto tratte da Facebook
Pubblicato il - 10 maggio 2019 - 18:56

TRENTO. "Una presa di posizione a difesa della Costituzione e dei diritti che sancisce (per gli imputati, ma anche per le vittime, i testimoni e la società intera). Una critica ad un tipo di riforme, alcune fatte e alcune annunciate dal governo. A provvedimenti incongrui rispetto all'assetto costituzionale italiano". È, nelle loro stesse parole, quella messa in atto con tre giorni di astensione dagli avvocati penalisti del Trentino. In sostanza tre giorni di sospensione dei lavori per protestare contro "le riforme del processo penale e del diritto penale".

 

L'astensione è in corso da tre giorni (da mercoledì 8 maggio) e si chiuderà venerdì sera. "È stata indetta a livello nazionale - spiega il presidente della Camera penale di Trento Filippo Fedrizzi - in collegamento con l'evento in corso a Milano di presentazione del Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo organizzato dall'Unione delle Camere penali italiane".

 

Quindi spiega le ragioni dell'astensione: "Con questo governo sono stati approvati dei provvedimenti che mettono in serio pericolo diversi aspetti. Tra le riforme che stiamo contestando con quest'astensione parlo ad esempio della prescrizione: è stata fatta una legge che la abolisce dopo il primo grado di giudizio. Peccato che il 70% dei procedimenti si prescrive nelle indagini preliminari".

 

"Un'altra bugia, non solo di questo governo, ma anche di quello precedente - continua Fedrizzi - è quella legata agli omicidi stradali. Hanno inasprito in maniera pazzesca ed esorbitante le pene, ma gli omicidi stradali non solo non sono diminuiti, ma sono aumentati".

Foto tratta da Facebook
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Il presidente della Camera penale di Trento definisce quella dei penalisti trentini come "un'operazione verità" e prosegue: "Continuano a dire che ora vogliono far leggi per aumentare leggi, pene e numeri dei carcerati, ma tutti quanti ci dicono (vedi la rivolta di Trento QUI UN ARTICOLO) che le carceri sono sovraffollate, stanno esplodendo, non c'è più lo spazio. E soprattutto così come è il carcere non rieduca e quindi e quindi abbiamo un tasso di recidiva folle e quindi maggiore insicurezza sociale".

 

Ancora: "E questa cosa della legittima difesa? I casi critici negli ultimi anni sono cinque. Attenzione, diciamo, stanno raccontando una serie di informazioni inesatte per allarmare la gente e far dei provvedimenti per il populismo che parlano alla pancia della gente e che sono basati su fatti non veri". Sempre Fedrizzi: "Un esempio di un altro provvedimento è quello per cui c'è un limite ai riti alternativi: non si può più chiedere l'abbreviato per reati che prevedono l'ergastolo. Ma anche qui il problema è l'esatto contrario, bisogna fare più riti alternativi. Si ha un bel dire: "Mettiamo tutti in galera e diamo a tutti quanti l'ergastolo, ma se non c'è posto nelle carceri e abbiamo 10.000 detenuti in più come facciamo? Ci sono tante chiacchiere che si scontrano contro la realtà, che è diversa".

 

E lo "spazzacorrotti"? "Incredibile: siamo di fronte a una legge retroattiva. È la prima volta nella storia repubblicana. Non è stata fatta una norma transitoria e si approvata questa legge per cui è stata estesa la possibilità di incarcerare i condannati per certi reati, quale ad esempio un piccolo peculato, con effetto retroattivo". 

 

Secondo il presidente della Camera penale (che parla di una vera "aggressione in atto ai principi liberali dello Stato di diritto") questi provvedimenti "sono proposte per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi reali". Quali? "Le cose che servono alla giustizia sono ben altre, a incominciare da mezzi e personale. C'è Rovereto che sta per chiudere le cancellerie penali perché non ha più personale. Trento è sotto organico e sono due mesi che si deve rinviare le udienze civili perché un armadio non funziona (qui l'articolo). E ci si viene a raccontare che il problema è la legittima difesa".

Foto tratta da Facebook
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Tutti temi ripresi nel Manifesto, presentato a Milano anche in presenza di autorevoli rappresentanti dell'accademia. A Trento, alla conferenza di presentazione dell'astensione c'erano non solo tutti gli ex presidenti della Camera penale (Luca Pontalti, Nicola Stolfi, Paolo Dematté, Stefano Daldoss e Nicola Canestrini), ma anche il presidente del tribunale di Trento Guglielmo Avolio.

 

E il presidente dell'Ordine degli avvocati trentino Andrea de Bertolini. Che parte da una premessa: "È vero e indubbio che la comunità e la società civile viva in questo momento un senso di insicurezza e contemporaneamente di sfiducia nei confronti della giustizia perché ritiene che sia una giustizia lenta, non efficiente, non tutela le vittime. Un sentimento che si poggia su un senso di insicurezza sociale che mi rendo conto essere anche fondato, perché ci sono luoghi in Italia dove certi tipi di fenomeni criminali e di delinquenza hanno creato tensione e allarme sociale".

 

Quindi afferma: "C'è però da dire che in termini generali c'è un dato di segno opposto, che tra l'altro in questo momento il governo sta spendendo in modo molto roboante, che è quello di un calo dei reati. Che non è che arrivi oggi. Quantomeno un calo di certi reati, è un fenomeno legato a un trend in termini di statistiche. Poi è ovvio che da un punto di vista mediatico non c'è dubbio che, siccome reati ce ne sono, c'è un'enfatizzazione che incentiva un senso di allarme".

 

"A fronte di ciò - prosegue sempre de Bertolini - le ragioni di questa astensione si motivano rispetto a interventi che sono già stati fatti o annunciati che danno un'evidenza di quale sia l'idea del processo e del diritto penale in questo momento. Un'idea utilitaristica che sposta il processo e il diritto penali dal significato che dovrebbero avere".

 

Alcuni esempi: "La legittima difesa e la prescrizione sono due provvedimenti già presi. Stanno parlando poi di castrazione chimica e di riduzione degli strumenti di appello. C'è il decreto sicurezza che incide sul processo penale perché fa scattare l'espulsione già dopo la sentenza di primo grado quando la condanna non è definitiva e anticipa gli effetti della condanna. Ci sono tanti segnali che per noi sono preoccupanti e allarmati perché danno un'idea di un uso improprio del processo penale e del diritto penale".

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Infine prende la parola l'avvocato Nicola Canestrini: "L'astensione è per protestare contro la deriva populista delle politiche di questo governo in materia di giustizia penale. Il fatto di concepire l'unica risposta dell'autorità come una risposta punitiva (più carcere, più criminalizzazione) e creare nuovi reati e vedere come unico sbocco il "marcire in galera", come dice il nostro ministro degli Interni disconoscendo la finalità rieducativa della pena. Una volta condannata, non è detto che il carcere sia il posto migliore per rieducare una persona. Perché la pena ha una componente afflittiva, ma anche rieducativa".

 

"Chi è preoccupato dei costi dovrebbe sapere che un detenuto ci costa tra i 150 e i 190 euro al giorno e che la sua possibilità di recidiva è di 4 volte e mezzo più alta se sconta tutta la pena in carcere rispetto a se invece fruisce di misure alternative. In realtà questo governo vuole apparire e portare la giustizia penale ad assomigliare alla giustizia mediatica: quindi la pena deve essere il più dura possibile, per l'opinione pubblica è sempre troppo lieve e quindi la si rincorre. L'esempio è quello dell'abbreviato".

Foto tratta da Facebook
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"Ai penalisti - conclude con una precisazione Canestrini - converrebbe economicamente questa deriva giustizialista, ma noi difendiamo i diritti di tutti, si cerca di ragionare sul modello di società che vogliamo perché il processo penale rappresenta la società. Se si ha un processo penale liberale la società sarà ispirata a principi liberali e democratici, ma se invece il processo penale diventa solo un seguire il Volksgeist la società ne avrà un deterioramento".

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