Decreto sicurezza, la Camera Penale di Trento si unisce alla protesta nazionale: tre giorni di sciopero. "Dal governo proposta illiberale"
Sciopero della camera penale da lunedì 4 a mercoledì 6 novembre: l’iniziativa, promossa dall'Unione delle Camere Penali Italiane, si oppone alle misure contenute nel "ddl sicurezza"

TRENTO. Anche la Camera Penale di Trento aderisce alla protesta nazionale contro il "disegno di legge 1660" del governo sulla sicurezza, con tre giorni di astensione dalle udienze penali: da lunedì 4 a mercoledì 6 novembre.
L’iniziativa, promossa dall'Unione delle Camere Penali Italiane, si oppone alle misure contenute nella proposta già approvata alla Camera il 18 settembre e ora all’esame del Senato.
"Sono rimaste sinora inascoltate – affermano gli avvocati – le sollecitazioni dell'avvocatura penale italiana, che con incontri con il Ministro della Giustizia e audizioni davanti alle Commissioni parlamentari ha evidenziato come si assistesse ad una inaccettabile pan-penalizzazione a vasto spettro, che implica la creazione di nuove fattispecie di reato, la criminalizzazione di condotte che non erano state mai ritenute offensive, uno sproporzionato aumento delle sanzioni a tutela univoca dei tutori dell'ordine, l'introduzione di nuove ostatività alla concessione di benefici penitenziari, l'aumento delle prerogative della Polizia giudiziaria, alla quale sarà addirittura consentito il porto di armi diverse da quelle ufficialmente in dotazione, e si constatava come tali riforme finissero con il modificare pericolosamente i rapporti stessi fra il cittadino e lo Stato, fra il principio di autorità e quello di libertà, impostando le stesse relazioni sociali sulla base di una asserita esigenza di sicurezza strumentalmente amplificata".
L'avvocatura penalista critica il pacchetto sicurezza, definendolo "lungi dal porsi in sintonia con un programma di riforma della giustizia in senso liberale" e "rivelando nel suo complesso e nelle singole norme una matrice securitaria sostanzialmente populista, profondamente illiberale e autoritaria", con "uno sproporzionato e ingiustificato rigore punitivo nei confronti dei fenomeni devianti meno gravi e ai danni dei soggetti più deboli", che porta all’adozione di una "iniqua scala valoriale" in violazione dei principi costituzionali di "ragionevolezza, di eguaglianza e di proporzionalità".
La Camera Penale ricorda inoltre l'emergenza del sovraffollamento carcerario e il dramma dei suicidi nelle strutture penitenziarie italiane, con "78 suicidi dall'inizio dell'anno e 62.000 detenuti a fronte di una capienza massima di 51.000 posti".
Martedì 5 novembre, alle ore 11, la Camera Penale di Trento ha peraltro organizzato un'assemblea pubblica nell'aula della Corte di Assise presso il Palazzo di Giustizia di Trento, aperta a tutti per esporre le ragioni della protesta, in concomitanza con la manifestazione nazionale che si terrà a Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere al Parlamento "di adottare tutte le opportune modifiche alle norme del pacchetto sicurezza in senso conforme alla Costituzione e ai principi del diritto penale liberale".














