Tagli all'università e alla ricerca, a Trento scatta la protesta dei precari contro il Governo Meloni
"La riduzione complessiva di risorse nel prossimo triennio ammonterà oltre un miliardo di euro” ha spiegato il sindacato. Una sforbiciata che rischia di travolgere l'intero sistema accademico

TRENTO. Tagli alla ricerca pubblica, aumento del precariato in un settore dove i numeri delle lavoratrici e dei lavoratori non stabili sono elevatissimi, ma anche minori servizi, crescente esternalizzazione per tagliare il costo del lavoro, fino alla chiusura di corsi di laurea e progetti di ricerca. Uno scenario che purtroppo si sta già materializzando in alcuni atenei italiani e che a Trento, come in altre città, ha portato i precari a mobilitarsi con uno sciopero contro i tagli del Governo Meloni.
“La riduzione complessiva di risorse che nel prossimo triennio – ha spiegato in una nota il sindacato Flc Cgil - ammonterà oltre un miliardo di euro”. Una sforbiciata che rischia di travolgere l'intero sistema accademico.
Per questa ragione Flc Cgil ha spiegato di sostenere le rivendicazioni dei precari della ricerca ed è a fianco della loro battaglia.
In particolare in Trentino dove la nascita dell’Ateneo ha rappresentato un tassello fondamentale della crescita della comunità, spiega il sindacato “ridimensionare la ricerca e precarizzare ulteriormente le condizioni di lavoro di chi vi opera equivarrebbe a depotenziare la nostra Università di eccellenza - frutto anche dell'impegno di queste lavoratrici e lavoratori precari - a ridurne la forza attrattiva e, inevitabilmente, a comprometterne il contributo che questa dà ad uno sviluppo equo e duraturo della comunità locale“.












