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Anche Antigone contro la norma di Fugatti sull'Itea: " Chiederemo al Governo di cancellarla"

L'associazione nazionale che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario interviene sul dibattito inerente la nuova norma Itea approvata dal centrodestra in Provincia. Gonnella  "Chiederemo al Governo di sollevare la questione di costituzionalità su questa norma"

Pubblicato il - 21 dicembre 2019 - 13:22

TRENTO. Una norma “incostituzionale” e che “lede il principio di responsabilità penale individuale”. Anche l'associazione nazionale Antigone, conosciuta per l'impegno nella tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario, è intervenuta nel dibattito nato dall'approvazione definitiva in consiglio provincia e Trento della nuova norma Itea (QUI L'ARTICOLO). Un provvedimento, molto discusso, che prevede l'esclusione dal bando per l'assegnazione di una casa popolare di una persona, o di un nucleo famigliare al cui interno ci sia una persona che, nei dieci anni precedenti la data di presentazione della domanda, abbia subito condanne definitive per i delitti non colposi con pena edittale di almeno 5 anni, oltre che per reati come il furto aggravato, la rapina, tutti i reati che riguardano sostanze stupefacenti.

 

Nei giorni scorsi a dar battaglia erano stati i consiglieri provinciali Paolo Ghezzi e Lucia Coppola di Futura che si sono detti pronti, con l'appoggio anche dell'avvocato Alexander Schuster, a scrivere al presidente del consiglio Giuseppe Conte, alla ministra alle infrastrutture e Trasporti Paola Micheli, al ministro per gli Affari regionali e autonomie Francesco Boccia e al commissario del Governo Lombardi affinché il provvedimento possa essere impugnato davanti alla corte costituzionale. (QUI L'ARTICOLO)

 

Scelta, questa, condivisa anche da Antigone. "La legge – spiega Patrizio Gonnella presidente dell'associazione - approvata dalla maggioranza che guida la Provincia di Trento è incostituzionale e mina alla base il principio affermato dall'articolo 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena che, in tal modo, diviene irrealizzabile".

 

La norma, che ha come prima firma quella del presidente leghista Maurizio Fugatti, spiega il presidente di Antigone "Oltre ad essere incostituzionale cancella anche il principio della responsabilità penale individuale, andando a colpire un intero nucleo famigliare che versi in condizioni di bisogno solo perché un suo componente ha una condanna passata in giudicato e scontata”.

 

In evidenza viene quindi messo il fatto che la norma è una chiara violazione del principio di personalità della pena. Non vi è alcun collegamento fra le condotte dei familiari con le condotte del reo.  “Per queste ragioni – ha concluso Patrizio Gonnella - chiederemo al Governo di sollevare la questione di costituzionalità su questa norma".

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