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''Inimmaginabile che sul territorio italiano sia vigente una tale normativa'', la legge di Fugatti sulle case Itea arriva a Roma

Fortemente voluta dal presidente della Provincia e dalla maggioranza leghista la norma che toglie la casa popolare ai familiari dei condannati arriva all'attenzione nazionale. Il senatore Gianni Pittella commenta: ''Il Governo sollevi l'eccezione di incostituzionalità''

Di Luca Pianesi - 13 gennaio 2020 - 16:58

TRENTO. ''La norma approvata dalla Provincia di Trento su proposta del presidente leghista Fugatti che prevede sia negata la casa popolare ai parenti di chiunque sia condannato ad una pena maggiore di 5 anni è chiaramente incostituzionale''. Così il senatore del Partito democratico Gianni Pittella si è espresso in queste ore su Facebook in merito all'incredibile norma varata dall'amministrazione Fugatti sulle case Itea: una norma che azzera il diritto e riporta i rapporti interpersonali indietro di millenni scaricando sui familiari di un condannato le responsabilità della sua condotta. 

 

Una norma fortemente discussa che ha visto la strenua opposizione di tutte le forze di minoranza ma sulla cui efficacia e costituzionalità (infatti in moltissimi dubitano che questa norma possa avere una legittimità contrastando con l'articolo 27 della Costituzione che specifica che “la responsabilità penale è personale" mentre qui le colpe di un soggetto potrebbero ricadere sugli altri membri della famiglia) è pronta a scommettere la maggioranza leghista trentina. 

 

E allora ecco che Futura è arrivata a chiedere l'intervento del Governo nazionale per portare davanti alla Corte Costituzionale la Pat e l'articolo 15 del disegno di legge 36. Una norma definita “fascista” e “incostituzionale” dai consiglieri di Futura, Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, affiancati dall'avvocato Alexander Schuster e con l'appoggio anche della Cgil.

 

E l'appello pare già aver trovato riscontri. Il primo a livello nazionale ad affermare che farà di tutto per contrastare questa norma provinciale è l'ex presidente del Parlamento europeo ad interim Gianni Pittella, oggi senatore del Partito democratico.

 

''La norma approvata dalla Provincia di Trento - scrive su Facebook - su proposta del presidente leghista Fugatti che prevede sia negata la casa popolare ai parenti di chiunque sia condannato ad una pena maggiore di 5 anni è chiaramente incostituzionale. Molte associazioni come Antigone e Non una di meno si sono già espresse contro, la Cgil trentina ha lanciato un appello al Governo. Mi associo a questa richiesta, il Governo sollevi l'eccezione di incostituzionalità. E' una norma gravemente discriminatoria, i parenti di un condannato non sono a loro volta colpevoli. Non solo, a volte sono le vittime del reato, come nel caso del femminicidio e della violenza di genere e quel punto pagherebbero due volte. E' inimmaginabile che sul territorio italiano sia vigente una tale normativa''.

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