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Fiom-Cgil: “Case Itea tolte ai famigliari dei condannati? Provvedimento da epoca fascista”

Il sindacato si scaglia contro il disegno di legge sponsorizzato da Fugatti “Ritorsioni della provincia verso i familiari dei condannati”. Qualora la norma fosse approvata la Fiom fa appello al governo nazionale “affinché blocchi questo gravissima e insensata deriva della democrazia”

Di Tiziano Grottolo - 11 dicembre 2019 - 16:21

TRENTO. Che il disegno di legge sponsorizzato dal presidente dalle Pat Maurizio Fugatti stia facendo discutere non è una novità, d’altra parte le modifiche che si vogliono introdurre in particolare con l’articolo 14 sono pesanti e riguardano le restrizioni all'accesso e alla permanenza all'interno degli alloggi Itea.

 

Il ddl provinciale, che in sintesi propone di togliere l’alloggio Itea anche ai famigliari delle persone che vengono riconosciute colpevoli di determinati reati, ha già ottenuto il via libera dalla Quarta commissione ma le polemiche non hanno accennato ad attenuarsi, anzi se possibile sono pure aumentate.

 

Così dopo le critiche mosse dal segretario della Cgil Franco Ianeselli (QUI articolo), dal consigliere Dem Luca Zeni (QUI articolo) e più in generale dalle opposizioni, così come da Non Una di Meno (QUI articolo) fino ad arrivare al consigliere di maggioranza Claudio Cia che ha sottolineato come sia necessario fare dei distinguo, almeno “tra conniventi e vittime degli stessi comportamenti illeciti”, ora è il turno della Fiom-Cgil del Trentino di si scaglia contro la norma.

 

Il sindacato dei metalmeccanici, durante l’assemblea generale, ha dedicato un ordine del giorno al ddl numero 36/XVI, parlando apertamente di “ritorsioni della provincia verso i familiari dei condannati”. Il rischio secondo i sindacati è che si finisca con il colpire iniquamente persone e lavoratori di basso reddito, “oltreché calpestare il fondamentale principio sancito dall’art. 27 della Costituzione”, ovvero quello che sancisce che “la responsabilità penale è personale”, un principio peraltro che sta alla base del vivere civile di tutti i Paesi democratici.

 

Se la proposta avanzata da Fugatti entrasse in vigore andrebbe di fatto ad accrescere la pena oltre quella sancita dalla Magistratura, andando a colpire anche le famiglie, minori compresi, in situazioni già delicate e complesse come sono quelle dei familiari dei condannati.

 

“Tale provvedimento, inoltre, rischia di sommergere definitivamente tra le mura domestiche i reati in famiglia, a cominciare dalle violenze nei confronti delle donne e dei minori, poiché le già oggi difficili e rare denunce – spiegano – avrebbero domani l’effetto di ritorcersi pesantemente contro le vittime, che si ritroverebbero a dover condurre una vita da senzatetto”. Tutto questo, peraltro, potrebbe avere perfino l’effetto di incrementare il disagio sociale e il tasso di criminalità, anche perché nessuno denuncerebbe un reato con la paura di essere sbattuto in mezzo alla strada.

 

“La proposta avanzata dalla Giunta provinciale leghista ricorda provvedimenti emanati in epoca fascista – attaccano dalla Fiom – provvedimenti che non dovrebbero trovare spazio in uno Stato di diritto quale è la Repubblica Italiana nata dalla Resistenza”. Per queste ragioni l’Assemblea Generale della Fiom-Cgil del Trentino fa appello alle forze politiche del Consiglio Provinciale di Trento affinché non approvino la proposta avanzata dalla Giunta Fugatti, e, qualora ciò accadesse, fa appello alle forze politiche alla guida del Governo Italiano affinché blocchino questo gravissima e insensata deriva della democrazia.

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