Itea, chiesto l'intervento del presidente Conte e dei ministri De Micheli e Boccia. Futura: "Norme vergognose e anticostituzionali. Vanno impugnate''
E' partita ufficialmente questa mattina la lettera per chiedere al Governo l'impugnazione della norma davanti la Corte Costituzionale. Chiesto l'intervento della senatrice Donatella Conzatti e la deputata Emanuela Rossini

TRENTO. Era stato annunciato qualche settimana fa (QUI L'ARTICOLO) ed oggi il gruppo provinciale di Futura ha inviato una lettera ufficiale al Presidente Conte, alla Ministra De Micheli e al Ministro Boccia per impugnare presso la Corte Costituzionale l’articolo 16 della legge provinciale 23 dicembre 2019 n. 12 legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2020.
Stiamo parlando delle nuove norme Itea volute dalla giunta Fugatti e soprattutto quelle che porterebbero a togliere l'alloggio popolare anche ai familiari delle persone che vengono riconosciute colpevoli di reati che possono essere stati fatti anche molti anni prima.
Il nodo centrale della questione sta nel fatto che intere famiglie, con anche bambini e anziani, rischiano di finire in strada se uno dei componenti del nucleo viene condannato per qualche reato. Senza avere quindi alcuna colpa ma solo quella di appartenere allo stesso nucleo famigliare.
“Un articolo di legge – spiegano da Futura - che giudichiamo incivile sul piano del diritto e vergognoso per l’autonomia, come abbiamo detto con forza durante il dibattito in Consiglio provinciale”.
I consiglieri provinciali, affiancati dall’avvocato Alexander Schuster, chiedono anche il sostegno alle parlamentari trentine, la senatrice Donatella Conzatti e la deputata Emanuela Rossini perché facciano pressione al Governo che ha tempo 60 giorni dalla promulgazione della legge per impugnare l’articolo.
Qui la lettera
Pareri negativi su queste nuove norme Itea erano arrivati da molte parti. Critiche anche dalla Commissione pari opportunità della Provincia di Trento (QUI L'ARTICOLO).
La presidente Maria Taufer ha spiegato nei giorni scorsi che "L'approvazione della norma che revoca o non assegna un posto nelle case popolari anche per il restante nucleo familiare di chi ha in prima persona una condanna penale alle spalle è allarmante".















