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Case Itea e Pat, i sindacati: ''Provvedimento vergognoso''. La possibilità di chiedere la ''grazia'' al presidente? ''Ritorno al feudalesimo con il piccolo capitano''

I segretari Franco Ianeselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) bollano il provvedimento della Provincia a trazione Lega sulle case Itea come incivile: "Una norma che non è degna di una comunità civile: punisce anche chi non si è macchiato di alcun reato"

Foto Alberto Pontalti
Di Luca Andreazza - 18 dicembre 2019 - 13:43

TRENTO. "Un provvedimento vergognoso", così Franco Ianeselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) bollano il provvedimento della Provincia a trazione Lega sulle case Itea, che aggiungono: "Una norma che non è degna di una comunità civile: punisce anche chi non si è macchiato di alcun reato".

 

Una seduta calda, quella di ieri in consiglio provinciale per la discussione della finanziaria, al termine della quale è stata approvata la versione del testo rimane quella originaria scritta dal presidente Maurizio Fugatti e duramente osteggiata dalle opposizioni: "Una proposta aberrante" (Qui articolo). Una norma, in forte odore di incostituzionalità ma anche di un'applicazione tutta da valutare, che introduce una serie di restrizioni per l’accesso e la permanenza all’interno degli alloggi Itea.

 

"Nella logica della Giunta Fugatti - aggiungono i segretari confederali - una persona diventa colpevole per il solo fatto di essere padre, madre, figlio o coniuge di un condannato. Un provvedimento che con molta probabilità non potrà essere applicato perché va contro il principio base del diritto e della nostra Costituzione per cui che la responsabilità penale è personale".

 

Una famiglia, infatti, perde il diritto all’alloggio Itea se uno dei componenti del nucleo è stato condannato per un reato in via definitiva. L'ipotesi sarà quella poi di chiedere la "grazia" al presidente della Provincia ("Rinviamo a un regolamento di Giunta - ha spiegato il aula il governatore - che indicherà altre eccezioni alla regola"), senza dimenticare che per ottenere, invano, i voti della minoranza il centrodestra ha cercato un po' di strumentalizzare i disabili.

 

"C'è una bassa cultura del diritto. Non solo la norma è incivile - proseguono i sindacati - ma diventa perfino discrezionale: il piccolo capitano di turno può salvare o condannare una persona e questo non migliora la situazione. Il cittadino deve affidarsi alla clemenza del presidente: un ritorno al feudalesimo". 

 

Insomma, si prendono più provvedimenti di facciata che di sostanza. "Invece di buttare fumo negli occhi dell’opinione pubblica - dicono Ianeselli, Bezzi e Alotti - continuando a cavalcare in modo demagogico e assolutamente strumentale il tema della sicurezza, l’esecutivo abbia il coraggio di ammettere che non ha nessuna politica per la casa".

 

Mancherebbe una visione complessiva. "Nell'incapacità di dare risposte concrete ai cittadini sul tema della casa - conclude Ianeselli - il presidente Fugatti prosegue nella tecnica di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, spostandola su altri problemi, sempre i soliti. Non è aizzando la cattiveria che si governa una comunità. I problemi sono più complessi e non si può continuare a fare solo ed esclusivamente propaganda. La sicurezza è un tema, i cittadini devono potersi sentire sicuri in strada e nelle abitazioni, ma serve un mix di interventi tra prevenzione, organizzazione e repressione. Si deve costruire una cultura di comunità, come nel caso Itea per cui è necessario riconoscere i casi problematici e creare reti di vicinato: così si possono ottenere i risultati".

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