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| 13 feb 2019 | 20:31

Porto d'armi a cacciatori condannati, Lucia Coppola contro Paccher: ''Ha fatto pressioni sul questore''

La consigliera provinciale di Futura ha depositato una interrogazione sull'incontro avvenuto la scorsa settimana tra il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher e il questore di Trento. Al centro dell'incontro la situazione di circa 700 trentini che rischiano, a causa di un reato commesso, di non vedersi rinnovare la licenza per l'arma da caccia

Porto d'armi a cacciatori condannati, Lucia Coppola contro Paccher: Ha fatto pressioni sul questore''

TRENTO. Tiene ancora banco l'iniziativa del presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher che la scorsa settimana, assieme al consigliere leghista Ivano Job, ha incontrato il questore di Trento. Al centro dell'incontro, fra gli altri temi, anche la richiesta al questore di concedere ai condannati, poi riabilitati,  il porto d’armi, dopo una valutazione di ogni singola situazione personale del richiedente.

 

La questione è finita ora sul banco del presidente della Provincia Maurizio Fugatti con una interrogazione a firma della consigliera provinciale di Futura Lucia Coppola.  Nel documento viene sottolineato il fatto che il Presidente del Consiglio regionale in tale veste non ha nessuna competenza a riguardo  mentre, se ritenuta cosa opportuna si sarebbe dovuto attivare l’assessore provinciale competente.

 

“Non si può inoltre non rilevare – spiega la consigliera Coppola - in questo contesto, che si siano in qualche modo esercitate pressioni sul Questore, il quale dovrebbe decidere in modo totalmente autonomo.  Manca altresì alla questione qualsiasi carattere di interesse pubblico, essendo un favore che si chiede per un certo numero di cacciatori che sono stati condannati a una pena detentiva per delitti non colposi”. In Trentino le licenze a rischio sono circa 6-700. In passato la legge prevedeva che, anche in seguito a ravvedimento e riabilitazione, non si potesse più rilasciare o rinnovare il porto d’armi ad uso caccia a chi fosse stato condannato ad una pena detentiva per i delitti non colposi. Attualmente a seguito di una iniziativa parlamentare di Patt e SVP dello scorso settembre è dato alla discrezione del Questore il potere di concedere ai condannati il porto d’armi, dopo una valutazione di ogni singola situazione personale del richiedente.

 

Sull'iniziativa si erano espresse in maniera molto critica anche le associazioni ambientaliste che avevano sollevato come il presidente del Consiglio regionale avesse chiesto un intervento a favore di un gruppo di cacciatori, categoria a cui lo stesso Paccher fa parte. 

“Sorprende – ha sottolineato ancora Lucia Coppola - che una delle prime iniziative del Presidente del Consiglio regionale sia a favore di una frangia limitata di cacciatori condannati e non per qualche altra questione di rilevante importanza politica e sociale”. Attraverso l'interrogazione, Coppola ha chiesto al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, se non  ritenga del tutto inopportuno che  il Presidente del Consiglio regionale si auto attribuisca funzioni che lo Statuto di Autonomia attribuisce alla Provincia di Trento; se non ritenga sbagliato che il Presidente del Consiglio regionale si faccia portavoce di favori nei confronti di una piccola frangia di cacciatori condannati, oltretutto facendo oggettivamente pressione sul Questore, che in materia ha assoluta autonomia gestionale.

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